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Biografie e Diari 28 luglio 2016 · lettura 26 min · 1128 letture

Fantasie biografiche (5a parte)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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In ultima analisi il fegato, dopo avermi tanto provato con queste strane patologie dei miei genitori (cirrosi criptogenetica materna e cirrosi psicosomatica paterna), si è riabilitato regalandomi l'acido glutammico per transaminazione (neurotrasmettitore eccitatorio per l'ideazione) mentre il fato si è addirittura scusato regalandomi, come dono natalizio (Merry Cristhmas!), “ La musa epatologa”:

 

Se avverti astenia

con stipsi e dispepsia,

a parte l'ipocondria,

hai certo un'epatopatia

e necessita un'ecografia.

Vedo un fegato brillante

di qualità scadente,

presenta steatosi,

retaggio degli obesi e

condanna dei golosi,

e con un parenchima grasso

ti conviene andare a spasso

per scongiurare la fibrosi

che genera la cirrosi.

Nasce da uno screzio di proteine

e, tra endotelina ed angiotensina,

ci si mettono le citochine

che stimolano le stellate

a produrre la prolina

con deposito di collagene.

Si chiudono le finestre vasali,

aumentano le resistenze portali

ma senza più spazi vitali

il sangue inverte il suo corso

e per collaterali percorsi

raggiunge il sistemico flusso.

Non più deaminato,

con il carico ammoniacale

non più depurato,

obnubila il neurone

tanto da farti apparir

dapprima come un deficiente

ma poi diventi un incosciente

e di grado in grado,

passando per quattro stadi,

dalla confusione mentale

al torpore al sopore

arrivi a un respiro nauseabondo

ma sei in coma profondo.

Questa buia encefalopatia

nasce da uno screzio

tra valina e tiroxina

con un eccesso di glutamina,

sempre in tema di proteine...

e con l'albumina che scende,

l'ammonio che sale

e la bile che aumenta,

trasuda liquido ascitico

indi c'è il rischio emorragico

con il quadro encefalopatico

e il giallo itterico

a completare il panorama tipico

di una malattia indecente

che ti deturpa il fisico

e ti debilita la mente.

Questo strano percorso

mi è venuto in versi

perché lo conosco a menadito

dopo esser rinsavito

dalla follie epatiche

grazie alle ispirate fantasie

di una Musa epatologa

 

che, intanto, mi mantiene a distanza con il GABA (neurotrasmettitore inibitorio) per mantenere nella norma il rapporto tra amminoacidi aromatici (fenilalanina, triptofano e tirosina) e amminoacidi... ramificati (valina, leucina, isoleucina) in modo da preservare l'etica e scongiurare l'encefalopatia epatica!

 

Proprio da queste strane fantasie, frammiste a poesie e follie, deriva la mia mappina (piccola mappa e non lurido straccetto!) biografica contrassegnata da rilievi (esaltazioni) e depressioni del disturbo bipolare che io ho scalato in lungo e in largo in tutti i suoi versanti:

 

VERSANTE POSITIVO

(+1 allegria, +2 gioia, +3 buonumore, +4 ironia, +5 euforia, +6 mania, +7 delirio di grandezza)

 

SERENITA'

(gradiente giusto dell'umore)

 

VERSANTE NEGATIVO

(-1 tristezza, -2 astenia, -3 apatia, -4 melanconia, -5 angoscia, -6 depressione, -7 delirio di persecuzione)

 

sulla scia di Freud morto proprio il giorno in cui nacqui (23 settembre). E in questa fatidica data morì pure Padre Pio miscelando così sacro e profano, spirito e materia, pressione spirituale (le stimmate) e pressione carnale (il complesso di Edipo).

 

Di certo a Sigmund mi accomunano problemi di sessualità (il suo allievo Carl Gustav Jung voleva psicoanalizzarlo):

 

PROFUMO DI DONNA

 

Il pensier costante

talor assillante

in testa imperante

è l'idea del bello

ed ecco la donna

in veste di amante.

E' un'artistica creatura

che rispecchia la natura

con depressioni e rilievi

reali, quelli mentali

te li scatena a parte.

E così da un'afrodisiaca altura

lungo una folta radura

giù a valle si cela,

tra due protuberanze

talor tumide rilevanze,

una paradisiaca apertura

donde per stretta fessura,

cavità virtuale e non certo virtuosa,

si accede alla fucina della vita.

Senza alcun complesso

ma con un naturale amplesso

lungo questo percorso

si genera l'amor filiale,

premessa familiare,

per un rapporto non banale

(solo carnale sarebbe bestiale!)

ma tanto mentale

e la gioia sentimentale

sublima l'amor

con l'apoteosi sensuale.

Allora la sinfonia della voce

è melodia per le orecchie,

l'armonia del corpo

è la bellezza per gli occhi,

lo splendore della luce natia

è la dolcezza per il gusto

con la sinuosità anatomica

a stimolarti il tatto

e il profumo di donna

lo senti dall'olfatto.

Su questo antico senso

del cervello primitivo

germogliò il pensier

e sbocciò la donna,

idea del bello e bellezza ideale,

ma tra pensier e idea,

se l'amante è la donna ideale

con una moglie troppo pensante

e talor anche pesante,

l'ideale di donna è solo la mamma.

 

Se Freud, però, pervenne al complesso di Edipo con il figlio che uccide il padre per sposare la madre, io mia madre epatopatica non la sopportavo proprio ma in compenso mi sono innamorato di una Musa epatologa (nata pure lei il giorno di San Giustino) che, anche illuminata ecografista, con la sua luce mi ha risvegliato dal buio depressivo:

 

LA LUCE ECOGRAFICA

 

Quando ti vedo passar

dall'aorta alla porta

e ti sento spiegar,

o dolce ecografista,

il mio fegato brilla

mentre io già son brillo,

poi un tal brivido mi prende

che proprio all'istante,

a mò di gabbiano,

comincio a volare

e ad ali spiegate

finanche a volteggiare

ma è solo un delirare.

Quel bruto pensier

che mi ti fa desiar,

mia Musa divina,

d'incanto s'appanna

e subentra il canto,

di poi per lo stress

inizia il processo

di transaminazione

ed è la glutammina

che mi pervade il cervello

e mi eccita il neurone.

Proprio a questo punto

si illumina il pensiero

per la materia andata e,

in tanta luce,

la mente si compiace,

l'anima si dà pace

e perfin lo spirito...

finalmente tace.

 

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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