SATYRICON NOW- Paradigmi Lessicali
CAPITOLO XIX – Paradigmi Lessicali
Ma ci morivo dalla voglia, io, di conoscere quello spiritoso, che perciò gli dico “ Ma bravo tu, per questa tua trovata… che ci hai fatto morire dal ridere”… e il Cavuto così mi risponde “ Ma è che m’è uscita come l’ anima, quella scemenza di poco fa… come escono i finocchi dalla terra… mah, che per me sono un ingenuotto io… che all’ atto pratico, alla fin fine, sono sempre e solo io che ci pago la pizza per le mie, pardon, cazzate spontanee…” parlando, poi, gli chiediamo un po’ i fatti suoi… così che ci dice “ Sto qui ad accompagnare un nipote mio, che adesso ci vedete qui la sedia vuota… che si è forse alzato per andare… boh?... un bravo giovane, ma ci ha la sua fissazione per i concorsi… così si manda i suoi versi di qua e di là… sparsi a quattro venti… ma glielo dico, io… guagliò, guarda ch’è tempo perso, risparmiatela quella monetina che ci metti, per la posta… ma nisba… che si continua a leccare le buste… ma io, invece, è da decenni, almeno, che non scrivo nemmeno la mia firma, più… ma che ci campo insegnando chimica in un iti…”… e così il Santovito ci chiede perché ci ha tagliato così di brutto, zac, coi versi… “ Perché la parola, così come è…” dice toccandosi le labbra “ non mi soddisfa più per niente… serve che s’ inventi una nuova alchimia, una quasi poesia ma materica… che se li leghi passionalmente, come un quasi matrimonio, la forma e il contenuto, davvero… che quando una parola, per varie cause, non ha più il suo potere di riferirsi adeguatamente al significato che ci significa, allora bisogna che ce ne cerchiamo altre, nuove… oppure, ci si deve rivolgere all’ alterazione del termine base…” allora io ci domando “ Ma tu dove te le cerchi le parole tue nuove che ti servono?”... frattanto ritorna il nipote sparito e ce lo presenta, così “ Ecco il lirico che vi dicevo, che ci ha veramente la sua vena lirica, il nostro Giovanni, qui nel petto… quasi mistica… strapiena di simboli… la rosa, il vaso, la perla… e gli riescono certe allegorie lunghe e lontane… che se lo sa solo lui quello che si sta dicendo, magari…(ride)” … ma il Giovanni c’ interviene che gli dice “ Ma non mi scende per niente, a me, la soddisfazione, il gusto di farla, la roba mia… che laddove ci è il gusto, là niente si perde…”… cosicché il Cavuto ci dice a tutti divertito “ Vedete perché mi piace questo figlio di mio fratello?... ma per ritornare al discorso di prima, me le sto cercando, ultimamente, proprio nella chimica, le parole mie… poi si beve due sorsi di vino e prosegue “ Prendiamo il ferro, per esempio, effe e… che se lo leghiamo a due atomi di idrogeno ci diventa acca due effe e… ma siccome ci è nata una creatura nuova, come ce lo chiamiamo questo bambinello?... ce lo chiamiamo idruro ferroso… ecco, a chi ha inventato questa terminologia chimica io ci darei il premio nobel e un bacio, giuro… vi prego di notare com’è mutata la forma del lessico, che da ferro ci diventa ferroso e da idrogeno si cambia in idruro… leghiamo ora un atomo di cloro ad un atomo di sodio, che ci viene fuori?... ma il sale, si capisce… il cloruro di sodio… vi prego ancora di notare come ci è mutata la forma cloro in cloruro… ora come si sa, nella vita ci sono termini che si associano più volentieri ad altri… che per qualche motivazione reale li si fa rientrare nello stesso campo semantico… l’ arbitro, faccio un esempio, non può che essere associato a cornuto, che a pronunciare questo giudizio sintetico non si contano le volte che si esercitano i tifosi, la domenica… e siccome sta sulla bocca di tutti, ci diventa quasi universale, e da questo sposalizio ci può nascere cornitro, una nuova parola… come da falso e da politico ci può nascere falsitico… o da balla e da notizia ci viene fuori la ballizia… ecco, appunto, di queste formazioni, mi occupo adesso, queste cose m’ intrigano, ora…
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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