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Spiritualità 22 novembre 2017 · lettura 6 min · 1182 letture

Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (4a parte)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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A questo punto, per tirare acqua al mio mulino (disturbo bipolare per le follie e turbo spirituale per le poesie!), mi preme ricordare che anche menti disturbate sono diventate eccelse, migliorando e indirizzando l’ umanità in campo scientifico (Newton, Darwin, Freud), letterario (Victor Hugo, Hemingway e Lucrezio per presunta pazzia!) e artistico (Van Gogh) senza ricorrere a nessun potenziamento. E l’ human enhancement, pertanto, in virtù della fredda biotecnologia o l’ ausilio delle neuroscienze, potrà migliorare soltanto la prestazione fisica ma non certo quella mentale.

A tal uopo necessita, invece, che la cellula nervosa entri in sintonia con quella primordiale (pensiero, amore e coscienza) per attingere la sua luce spirituale, ma purtroppo in questo campo siamo messi male e siamo ancora ai primordi della vita (nuova era spirituale secondo la profezia Maya) se la corteccia cerebrale (aree associative) è per gran parte inesplorata e nell’ universo, tra materia oscura (22%) e energia oscura (74%), abbiamo ancora tanto da scoprire, a meno che non siano proprio l’ inferno, ma il 22% sembra basso, e il purgatorio dantesco con le anime in attesa della catarsi per l’ accesso al mondo della luce:

 

LA DIMORA DELL’ ANIMA

 

 

Quando alfin il cuor si ferma

con i suoi battiti incessanti

anche l’ anima diparte...

 

Là si posano per ristorarsi

schiere angeliche svolazzanti

che fan guardia permanente

all’ ingresso del regno dei cieli,

per beccare qualche furbastro che,

profittando di schiere festanti

col clamore di canti e suoni,

d’ improvviso cerca di avventarsi,

senza la sua completa catarsi,

là dove tutto è solo splendore.

 

Per squarciare le tenebre della religio (e della superstitio), caro Lucrezio, necessita non solo la ratio ma soprattutto la fede (cieca fiducia della verità e con il sussidio della propria coscienza (depositaria della verità si potrà fare luce su tanto buio ed io, per quanto mi riguarda, questi requisiti così importanti li ho ereditati e ben acquisiti dai miei genitori.

Mio padre, infatti, Angelo di nome e di fatto (chiamato Raffaele), con il suo comportamento esemplare (la preghiera era la sua arma vincente contro le traversie e le malattie!) mi portò alla fede, mentre con la cura di mia madre encefalopatica (cirrosi criptogenetica) sono diventato un esperto di coscienza e conoscenza. E così nel corso degli anni e lungo inenarrabili sofferenze, temprato da questa dura esperienza (orripilanti ematemesi) sin dall’ adolescenza, sono passato dagli stadi (1- confusione, 2- torpore, 3- sopore, 4- coma) e dal buio dell’ incoscienza encefalopatica materna alla luce della conoscenza in tutti i suoi gradi (1- cogito/pensiero vigile, 2- ragione/pensiero razionale, 3- intelletto/pensiero sciente, 4- sapienza/pensiero illuminato, 5- contemplazione/pensiero estatico) sul versante opposto.

 

Ritornando da qui in campo filosofico, tra razionalismo (metodo deduttivo, Cartesio) ed empirismo (metodo induttivo, Locke), tra idee innate (Platone) ed idee elaborate (Aristotele), lo spiritualismo delle idee illuminate dalla fede sarà la filosofia vincente della nuova era spirituale (ultrapallio) sotto il cielo stellato di Kant (intelletto, dono spirituale) e la notte delle vacche nere di Hegel (ragione, surrogato della materia grigia).

 

Da questa mia interessante esperienza cognitiva, il potenziamento umano, illuminato della fede, chiama in causa la bioetica, la morale scientifica per legiferare sulla vita (accanimento terapeutico) e sulla morte (eutanasia) quando va salvaguardata, in primis, la dignità umana:

 

LA LIBERTA’ DI VIVERE

 

 

Al di là della natura

sconfina la vita

che langue in un letto

con la speranza di morire.

Sol se perdi pure la dignità

a te resta la facoltà

di poter decidere

se ti va ancor di soffrire

o se è giunta l’ ora di partire.

 

E l’ emancipazione umana (transumanesimo), senza travisare le leggi naturali (utero in affitto), non è un fatto biotecnologico (ingegneria genetica con il DNA ricombinante) ma filosofico culturale se, in virtù de “ il matrimonio della fede”:

 

In nome della coscienza

e alla luce della fede...

tu anima, intelletto per amare

e tu mente, ragione per valutare

vi dichiaro marito e moglie

ma... smettetela di litigare

 

con il presidio morale della coscienza e il sussidio intellettuale dell’ anima, perverrà alla trasformazione spirituale (postumanesimo) con evoluzione (Darwin) e selezione comportamentale (Paul MacLean) per l’ acquisizione del genoma (Wilkins) eccelso alla luce del Sole Universale.

 


 

LA SCALA DELLA VITA

 


Nell’ umana evoluzione

un dì fu sacra unione

del gene con il cromosoma

e così nacque il genoma.

E’ il codice genetico

dell’ umana identità

che lassù ci porterà

con la scala elicoidale

a doppio corrimano

di uno zucchero pentato

e di un composto fosfato

su scalini intercalati

di basi azotate

tra loro ben appaiate

ma debolmente legate

per sostener la scalata

con la materia scrollata.

Fu proprio in quel dì

di consacrata unione

del Gene spirituale

con il soma geniale

che vide luce

la vita sulla terra e,

da una magica tripletta,

nasceva la nostra casetta

di mattoni colorati

con arte intercalati.

Alla struttura cellulare

provvedeva l’ entità nucleare

che prima si duplicava

poi si riproduceva

e infin nuova vita generava

con il DNA scrittore

e l’ RNA vettore

a trasmettere il messaggio

all’ organulo traduttore.

E’ questa in sintesi

la favola della vita

lassù in alto creata

e solo per noi scritta

con inchiostro indelebile,

a noi resta la facoltà,

in tutta libertà,

di ben educare i figli

all’ amore per la verità

da tramandare ai posteri

per il bene dell’ umanità.

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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