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Spiritualità 5 dicembre 2017 · lettura 13 min · 1264 letture

Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (5a parte)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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La specie umana con quest’arco riflesso illuminato (motilità d’avanguardia alla luce del Sole Divino), partito dall’arco riflesso dei vertebrati (motilità primordiale), completerà così il suo ciclo vitale passando dal buio della materia grigia (sistema nervoso) alla luce della cellula spirituale, pensiero illuminato dalla coscienza (luce) dell’amore (citoplasma cellulare e messaggero spirituale) e, in tema biblico, “ l’uomo divenne un’anima vivente”:

 

LA VESTE DELL’ANIMA

 

L’ amore è il fiore

all’ occhiello dell’ anima

e la coscienza è lo specchio

in cui essa, compiacendosi,

si ammira nel suo candido

splendore che illumina

la mente di immense certezze

con sogni all’ infinito,

laddove è sempre Sole che,

al pari della Terra

con semine e fioriture

esposte alle intemperie,

fa germogliare l’ anima

con gioie e tanti più dolori,

cingendola però di alloro

con abito alare di luce

sempre più intensa che,

al calar del tempo,

difilato la condurrà

nel fascino sconfinato

dell’ immortalità che è

amore, anima e vita,

veste indissolubile

della luce divina.

 

In ultima analisi per vivere, come si conviene (emancipazione culturale), ci vuole fegato (fucina metabolica), anche perché la vita si fa sempre più difficile, ma soprattutto l’anima (essenza spirituale), ed io, dopo aver studiato il fegato in ogni suo versante, sono passato allo studio di questa fantomatica presenza, di certo non campata in aria, che fa storcere il naso a saccenti scienziati atei o meglio terra terra alla costante ricerca (anche nei miracoli!) del lato scientifico.

 

Per quanto mi riguarda, invece, l’anima la forgio (stavo dicendo la creo!) dalla coscienza (Socrate), la plasmo con l’amore (Platone) e la illumino col pensiero (Aristotele), finanche la schematizzo (triplice coscienza) sulle note della sua voce:

 

LA VOCE

 

Se anche in testa,

così come nel cuore,

ti rimbomba forte un tono

sempre ritmico e musicale

fermati ad ascoltare

questa dolce melodia.

È la tua coscienza,

portavoce dell’ anima,

che ti spinge a dar senso

con l’ amore alla vita

nel pensiero costante

del bene degli altri.

Si concretizza così

quel gran divino dono

a nome di umana sensibilità

in veste di candido velo

che accarezza e copre

la tua splendida anima...

è questo il sistema spirituale.

 

In verità il primo ad accorgersi di questa flebile voce fu quel brontolone di Eraclito (tanto gli somiglio), il più versatile dei filosofi (altro che oscuro, caro Aristotele) alla costante ricerca dell’anima (il mio quotidiano assillo), quella dimensione (psiché diversa dal corpo (soma, vera prigione) che non riuscì a trovare (i confini dell’anima non li potrai mai trovare, per quanto tu percorra le sue vie; così profondo è il suo logos) e divenne, pertanto, il filosofo del pianto.

Se la ride, invece, “ Democrito, che ‘l mondo a caso pose” con la sua anima (aggregato atomico) alla costante ricerca della felicità, che non è data dalla conquista dei beni materiali (altro che materialista, caro Platone) ma dalla serenità d’animo (l’etica di Democrito).

L’eutimia, però, con il suo equilibrio interiore rappresenta una difficile conquista se l’anima quotidianamente è presa da passioni (pressioni della vita affettiva) ed emozioni (sussulti del cervello antico) che chiamano in causa i sentimenti (sensi dell’anima) tra dolori (brividi, fremiti, gemiti) ed amori (tremori, bollori, umori) a rischio di depressione (vuoto dell’anima e buio della mente) allorquando, senza la giusta carica o pressione spirituale, il tempo diventa un macigno insormontabile che non passa mai.

Questa strada tortuosa di rilievi (esaltazioni) e depressioni, ben lungi dall’atarassia (imperturbabilità d’animo), l’ho percorsa tutta a bordo della mia anima:

 

LA FIAMMANTE MONOPOSTO

 

L’ anima è la strabiliante

rossa monoposto,

dono della potenza divina,

per superare il tortuoso

e contorto circuito della vita.

Chi lo supera sicuro e veloce

a pieni giri senza penalità,

sfoggiando abilità di guida

con nervi ben saldi,

si guadagna la protezione

del mantello divino

con l’ alloro di pilota dell’ anima e,

con un pizzico di umana vanagloria,

la corona d’ alloro di poeta

delle follie della vita.

 

E proprio in virtù di tanto io posso, davvero con cognizione di causa, stilare “la scala dell’umore” (maschera dello spirito) del disturbo bipolare, turba spirituale:

 

-VERSANTE POSITIVO

(+1 allegria, +2 gioia, +3 buonumore, +4 ironia, +5 euforia, +6 mania, +7 delirio di grandezza)

 

-SERENITA’

(gradiente giusto dell’umore)

 

-VERSANTE NEGATIVO

(-1 tristezza, -2 astenia, -3 apatia, -4 melanconia, -5 angoscia, -6 depressione, -7 delirio di persecuzione)

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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