Il mare della vita
Elena Poldan
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Andare al mare per la prima volta, quest’anno, il 24 giugno, col tacito compromesso di ignorare quelle piccole imperfezioni, proponendomi di godermi una divina giornata di mare, la prima, che ha sempre qualcosa di sacro e irreale... il mare, col suo moto disuguale, che calma a e distende, che sembra cantare una strana ninna ninna... il suo rumore fresco, il suo profumo di sale... la sabbia, così chiara, soffice e calda; il sole, ancora non troppo violento, ma caldo che sembra abbracciare in un ristoro irreale... il primo bagno, quella sensazione indescrivibile di freddo piacere, che risveglia ogni atomo dormiente... una grazia maestosa quelle frotte di piccoli pesci che con moto scomposto, seguono i flutti... è tutto così magico, ed è lì a disposizione di tutti quel paradiso.
E poi mi sorprendo di ritrovarmi matura ad apprezzare e "vedere" e "sentire" ciò che prima non potevo, per legge di natura.
Avanzare, camminare, non pensavo, portasse con sé questo splendido naufragare fra essenze e verità per suggerne il vero, reale senso, per ritrovarmi in questa esperienza spirituale.
E poi mi sorprendo di ritrovarmi matura ad apprezzare e "vedere" e "sentire" ciò che prima non potevo, per legge di natura.
Avanzare, camminare, non pensavo, portasse con sé questo splendido naufragare fra essenze e verità per suggerne il vero, reale senso, per ritrovarmi in questa esperienza spirituale.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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