Impronta
Pasquale Lettieri
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Il fato, il destino, rocamboleschi momenti e serene giornate, conflitti e lotte, messaggi ancestrali incisi nel nostro codice genetico fin dal primo sdoppiamento di cellule, la nostra vita. Siamo storia di un’ infanzia incosciente che ci disegna carattere, passioni e sentimenti, binari che attraversano gallerie che terminano a una stazione visitata più volte, con un ritornare indietro sempre con lo stesso treno, stessa poltrona, seduti davanti a un finestrino a osservare quello che inconsciamente già sappiamo di noi, vissuto e conosciuto. La nostra vita prende corpo formandoci all’ oscuro di noi, dalla prima infanzia e nel susseguirsi dell’ adolescente, stop, stazione di arrivo. Certo, il panorama può cambiare viaggiando, ma state certi, dipingiamo sempre il tutto con i soliti colori emotivi impressi in noi dalla storia di crescita primaria e dall’ impronta, forma, che questa ha modellato; nel percorso della nostra esistenza possono cambiano gli alberi, i personaggi, ma mai cambiano i colori che abbiamo sparso attraverso conflitti, paure, gioie e stati d’ animo sulla tavolozza nella nostra prima crescita quando il sovrano di noi era dormiente. Procediamo così per il resto del viaggio con il bagaglio emozionale che è stato impresso negli anni dell’ infanzia e dalla nostra giovane età. Fato! Fortuna, eventi positivi, attraversate senza traumi, infanzia serena e adolescenza con pochi conflitti tracciano un paesaggio sereno, ricoglioso, gioioso; viceversa, la nostra vita sarà piena di sussulto, di rimpianti insoddisfazione e malcontenti dovuto alle pietre della nostra costruzione. Voglio dire, che siamo schemi, malgrado ci sforziamo, cercando di evolverci, di mutare, di trasformarci, sempre tali noi restiamo, siamo forme precostituite dal caso, destino, fato, indirizzo che ci forgia dalla tenera età fino all’ adolescenza; il dopo è una ripetizione emotiva dei primi sentimenti e dei primi approcci nel giardino della vita, un libro letto e riletto che conosciamo bene perché l’ impronta emotiva mai cambia nella sbuffata di fumo del treno alla stazione, pronto per partire alla traversata del paesaggio, nell’ andare e ritornare; stiamo seduti sulla poltrona della solita carrozza che percorre sempre lo stesso tratto di binari, strada, paesaggi, gallerie, amori, dolori, gioie, paure e piccoli frammenti di quieta che chiamiamo felicità.
C’è un treno che corre e va.
Una strada di pietre percorsa da binari
anneriti dal passo di rotaie.
Un motore che sbuffa nuvole di fumo.
Gallerie ... percorsi ... arrivi ... partenze ...
Un capo treno che chimiamo super Io con un cappello in testa bordato da una fascia rossa;
Un fischietto nella mano ...
Un si può e non si può,
un segnale rosso, verde e giallo ...
C’è una stazione di pensieri primari che ben conosciamo.
Un grosso orologio bianco con numeri neri
segnati a caratteri grandi,
le sfere, sono lance appuntite
che indicano i moti della vita:
Emozioni!
C’è un treno che parte,
e uno in arrivo.
Binari fatti con fili di pensieri,
idee giuste e sbagliate, gente
che sale e persone
che scendono dal vagone,
indirizzati in chiscè abituali.
Rotaie arrugginite dal tempo scottano al sole.
Brulicano emozioni alla stazione.
Si arriva sempre allo stesso punto, solita fermata
Indietro nel tempo, avanti nel futuro, che è uguale al presente emotivo di sempre, si resta in attesa dell’ ora precisa, quale ora? Sempre la stessa! Momento interiore incisovi dal fato, siamo lettere indirizzate ...
C’è un treno, che parte ogni giorno ...
Leviga col peso il legno e il ferro.
Arriva al solito punto, predestinati binari.
A volte è colorato
altre in bianco e nero, altre incolore. C’è un treno nei nostri penseri che sbuffa, avanza, trasporta e torna indietro.
Se solo riuscissimo trasformare il punto di partenza o di arrivo invertendo i binari e i pensieri variando stazione e treno, spostando i binari qualcosa cambierebbe ... Forse si, oppure, arriveremmo sempre alla nostra solita stazione? Poco posso fare per cambiare il percorso emozionale impressomi nell’ infanzia e precostituito dal fato, ma una cosa posso farla, si certo, ampliare la conoscenza e dilatare la percezione del sentire l’ eco della vita attraverso l’ unica mia esistenza. Fine del viaggio!
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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