Lettera 3
Caro amore ti scrivo nel buio del cielo che si affaccia nel salone della mia casa, non c’è luna stasera! Ti ricordo del primo amore che ho provato per la tua persona, sai, sono bisognoso di salite gli strati che mi hanno formato, dando scheletro alla mia casa, dimora, nido.
Tu certamente non ti ricordi, io si, stavamo seduti allo stesso banco, scuola elementare, certamente scuola dei primi rapporti d’ amore, o delle prime certezze dei fiori dell’ amore, allora ti chiamavi Anna Maria De Martino, toccavo la tua mano e dentro di me le stelle della mia anima splendevano emettendo una sorte di principio di passione, una calamita che poi mi indicato la strada del percorso dell’ amore, nemmeno te ne accorgevi di me, forse si … ora non so, non lo saprò mai, ne lo saprò mai. Il tutto cessò quando mi accorsi che nessun approdo all’ isolo era possibile. Cambiai rotta, mi vestii da Arlecchino conobbi Colombina, trasferii per sopravvivere le mie emozioni nascenti, avevo bisogno di aggrapparmi a qualche cuore. Cambiasti nome amore all’ improvviso nel susseguirsi del tempo, Gabriella, Silvana, Tina, Anna, Margherita, Carmela, Ingrid, Rosanna, Silvana, Giusi, ecc … In altri nomi ancora oggi che ti sei trasformato, sento il sapore diverso delle labbra come la pronuncia dei nomi, l’ amore non cambia nell’ inseguimento, cresce, evolve, scappa via per breve, poi, si ripresenta con nuove veste, altri nomi, altre prerogative che invitano ad accrescere la struttura della casa nella quale regno, sempre vigilo alla evoluzione di una parte del mio spirito che ho deciso di nutrire, questo non per scelta, ma semplicemente per un sentire genetico soffiato da un vento che neanche so la provenienza. Ripeto che il sentimento cresce quando tu stessa ti trasformi in tutte le forme, in ogni nome, in ogni forma, tra queste, comprese le forme naturali della natura, l’ arte, la scrittura, la poesia, la musica strumenti necessari alla crescita interpersonale. Continuo a seguirti nelle tue trasformazioni, sappi che mai ti perderò, sei fonte di luce per la mia scelta di seguire la strada a me consone in questa breve complicata vita. Sappi che la tua luce mi rallegra, mi da la forza di andare avanti, di credere in qualcosa in questi tempi diventata ridicola per gli inseguimenti, ma tu lo sai, sono un cocciuto, perseguiterò la strada anche a piedi nudi, ad ogni trasformazione tua, seguirà un adattamento delle mie. Non ti lascio andare via, scappare, volare come una farfalla, ti seguirò di fiore in fiore, fino alla strada del fiore di lodo, fiore del paradiso.
Sono tenero come la pasta frolla.
L’ amore mi scioglie
divento crema, questo mi piace.
Non trovo spazio,
ne volume,
nelle strette bottiglie
dal collo lungo.