Italianase
Pasquale Lettieri
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Diario di bordo.
Come vorrei aprire la finestra dell’ anima e vedere un raggio di sole … A Italianase paese vicino alla costellazione del serpente velenoso, da un ventennio di tempo non si respira che veleno, lotte fratricide tra partiti, partitini, gruppi, gruppetti, liste, listoni e neo movimenti, addirittura gruppi teleguidati chiamati con nomi di pesci: Sardelle e sardine. La situazione è sempre la stessa, mai cambia, da quando il grande fratello decise di unificare stati e statarelli a favore di Banche e banchieri, si dice in giro, che il sistema perdeva colpi, il capitalismo bancario e industriale rischiavano di fallire, ed ecco la trovata speciale per tutti, ovviamente a danno dei popoli sovrani di un cazzo, L’ unificazione! Come desidererei aprire la finestra … Nessuna stella in soccorso, poca luce su questo piccolo paese nato male da una unificazione interna mai realmente avvenuta, vi dice niente il nome di Cavour, ovvio conte … poi ci mettiamo Mazzini e il ladro di cavalli Garibaldi e il quadro ci appare chiaro, in particolare a noi gente del sud, tutto inizia, il paese si combatta per accumulo e non per fratellanza … Lasciamo perdere la Francia altro dna. Il sud del paese svuotato da ogni risorsa, industrie smobilitate e trasferite al nord, ricchezze depredate dalle casse del regno delle due Sicilie trasferite non si sa in quale tasche, forse quelle Austriache, mi dispiace per martiri del sud, morti e divorati da bande di barbari, con a capo il cavallaro, divorarono persino i corpi degli oppositori con buono appetito. Italianase si unificò al capitalismo, via i baroni, via stelle e corone, risultato, il popolo finì dalla padella alla brace. Poi la questione Meridionale finì di affossare il nostro sud, con reclutamenti di giovani per guerre e per salvaguardia di territori nordici che a nessuno di loro fregava, le terre del sud rimasero senza essere coltivate, la maggior parte dei giovani abbandonarono il tutto per guerre di nessun interesse, tanti altri ammutinavano la leva e scappavano sulle montagne, ancora più miseria e fame al sud, derubato, saccheggiato e accise. Ah vulesse nu poco ‘ e sole…. Veniamo a Italianese oggi, la situazione è la stessa di allora, o peggio, i nostri giovani vanno via, non si fanno figli, manca il lavoro come sempre, pressione fiscale al 27 e al 33 x cento e non è finita, oggi aumento sigarette 20 cent: diminuiscono Pensioni e pensionati, le stesse tassate al 28 x 100 senza reintegro, addò vanne sti soldi… visto che i morti superano i nati e non si assume, aumento benzina, tassa parcheggio, tassa affitto registro x affitto casa, tassa bollo auto, tassa rifiuti, tasse universitaria x i figli, Iva, Imu, tassa tv, tasse scolastiche, tassa x morti, tassa x salute, ticket strisce blu, ticket sanitari, Equitalia con multe varie che controlla i pidocchi del popolo sulle banche sequestra tutto se non paghi, trattamento fino rapporto lavoro a babbo morto, tempo di attesa 28 mesi dopo pensione per contributi versati di 43 anni, oramai ci manca solo tassa per respiro, e quella di prenderlo nel …. dal governo pappone perché ci piace a noi Italiani prenderlo e stare zitti. Viva la Francia e il suo popolo!
E continuiamo a starcene buoni… il Governo dice: vediamo sti fessi dove arrivano, a che punto, il guaio, che sanno ... il punto non esiste! Vergogna Italianase anche per i servizi sanitari, scolastici, di manutenzione, per la spazzatura, il veleno nell’ aria, il costo che si paga per le visite in quanto siamo dirottati nel privato a forza, visite a sei mesi nel sistema sanitario, è tutto un programma….
Haaaaaa, ai voglie ‘ e murì. Guagliù fuiti a sta nazione, nun cc’ sta niente a sperà.Jescie sole, bagna e ‘ cuore, schiatto o’ malè e tuttò ò mundo. Fatti strada dinta a’ sti nuvolè,appicc’ ‘ a luce e stà citta‘.Jescie ambresso è troppè scuro, nun se vede n’à lucellae nemmena n’à fiammella.
Jescie, jescie e appicc’ ia ‘ à luce, dacce ammore dinte’ è core, bagna e strade e pure’ e vicoli. Simme muorti nun o’ viro, dacci a vita, chella vera, chella doce, chella vita c’à speramme, chella c’ a’ n’ un appartena à morte, jescie sole, chiano chiano, appiccia è core e’ pure e strade e stu piccolo paese.
Ti imploramme... jescie sole.
Come vorrei aprire la finestra dell’ anima e vedere un raggio di sole … A Italianase paese vicino alla costellazione del serpente velenoso, da un ventennio di tempo non si respira che veleno, lotte fratricide tra partiti, partitini, gruppi, gruppetti, liste, listoni e neo movimenti, addirittura gruppi teleguidati chiamati con nomi di pesci: Sardelle e sardine. La situazione è sempre la stessa, mai cambia, da quando il grande fratello decise di unificare stati e statarelli a favore di Banche e banchieri, si dice in giro, che il sistema perdeva colpi, il capitalismo bancario e industriale rischiavano di fallire, ed ecco la trovata speciale per tutti, ovviamente a danno dei popoli sovrani di un cazzo, L’ unificazione! Come desidererei aprire la finestra … Nessuna stella in soccorso, poca luce su questo piccolo paese nato male da una unificazione interna mai realmente avvenuta, vi dice niente il nome di Cavour, ovvio conte … poi ci mettiamo Mazzini e il ladro di cavalli Garibaldi e il quadro ci appare chiaro, in particolare a noi gente del sud, tutto inizia, il paese si combatta per accumulo e non per fratellanza … Lasciamo perdere la Francia altro dna. Il sud del paese svuotato da ogni risorsa, industrie smobilitate e trasferite al nord, ricchezze depredate dalle casse del regno delle due Sicilie trasferite non si sa in quale tasche, forse quelle Austriache, mi dispiace per martiri del sud, morti e divorati da bande di barbari, con a capo il cavallaro, divorarono persino i corpi degli oppositori con buono appetito. Italianase si unificò al capitalismo, via i baroni, via stelle e corone, risultato, il popolo finì dalla padella alla brace. Poi la questione Meridionale finì di affossare il nostro sud, con reclutamenti di giovani per guerre e per salvaguardia di territori nordici che a nessuno di loro fregava, le terre del sud rimasero senza essere coltivate, la maggior parte dei giovani abbandonarono il tutto per guerre di nessun interesse, tanti altri ammutinavano la leva e scappavano sulle montagne, ancora più miseria e fame al sud, derubato, saccheggiato e accise. Ah vulesse nu poco ‘ e sole…. Veniamo a Italianese oggi, la situazione è la stessa di allora, o peggio, i nostri giovani vanno via, non si fanno figli, manca il lavoro come sempre, pressione fiscale al 27 e al 33 x cento e non è finita, oggi aumento sigarette 20 cent: diminuiscono Pensioni e pensionati, le stesse tassate al 28 x 100 senza reintegro, addò vanne sti soldi… visto che i morti superano i nati e non si assume, aumento benzina, tassa parcheggio, tassa affitto registro x affitto casa, tassa bollo auto, tassa rifiuti, tasse universitaria x i figli, Iva, Imu, tassa tv, tasse scolastiche, tassa x morti, tassa x salute, ticket strisce blu, ticket sanitari, Equitalia con multe varie che controlla i pidocchi del popolo sulle banche sequestra tutto se non paghi, trattamento fino rapporto lavoro a babbo morto, tempo di attesa 28 mesi dopo pensione per contributi versati di 43 anni, oramai ci manca solo tassa per respiro, e quella di prenderlo nel …. dal governo pappone perché ci piace a noi Italiani prenderlo e stare zitti. Viva la Francia e il suo popolo!
E continuiamo a starcene buoni… il Governo dice: vediamo sti fessi dove arrivano, a che punto, il guaio, che sanno ... il punto non esiste! Vergogna Italianase anche per i servizi sanitari, scolastici, di manutenzione, per la spazzatura, il veleno nell’ aria, il costo che si paga per le visite in quanto siamo dirottati nel privato a forza, visite a sei mesi nel sistema sanitario, è tutto un programma….
Haaaaaa, ai voglie ‘ e murì. Guagliù fuiti a sta nazione, nun cc’ sta niente a sperà.Jescie sole, bagna e ‘ cuore, schiatto o’ malè e tuttò ò mundo. Fatti strada dinta a’ sti nuvolè,appicc’ ‘ a luce e stà citta‘.Jescie ambresso è troppè scuro, nun se vede n’à lucellae nemmena n’à fiammella.
Jescie, jescie e appicc’ ia ‘ à luce, dacce ammore dinte’ è core, bagna e strade e pure’ e vicoli. Simme muorti nun o’ viro, dacci a vita, chella vera, chella doce, chella vita c’à speramme, chella c’ a’ n’ un appartena à morte, jescie sole, chiano chiano, appiccia è core e’ pure e strade e stu piccolo paese.
Ti imploramme... jescie sole.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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