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Pasquale Lettieri
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Nessuna pallottola di rame con la testa di zolfo colpì mai il cuore, qualcuna sfiorò il centro, eppure, il bersaglio colorato dal sangue era visibile, roba da principiante la mira. Nemmeno con il mirino ben istallato sulla canna del fucile, ci riuscirono, viene da ridere, roba da non crederci. Eppure ero li a mostrare il petto con al centro del torace un mangiata di pittura rossa pompeiana, si, proprio quella, fatta con semi di girasole, bacche selvatiche e olio di oliva. Nessuno mai avrebbe scalfito il muscolo pompante che immetteva sangue nel motore. Mai scudo protettivo avevo indossato per difendere il muscolo, mai corazza o veste intrecciate da catene di ferro. Eppure, sopravvivevo alla possessione dell’ altro, all’ egoismo, alla voglio del piacere che avanzava nei loro denti aguzzi pronti a masticare la mia carne . Certo, anch’ io avevo lame affilate di denti, lingua per gustare, bocca per assaporare, ma mi tenevo lontano dalla passione, dall’ istinto selvaggio di essere un qualsiasi. Siamo sempre e comunque separati a priori di ogni rapporto affettivo, di simpatia, di empatia o di altro, ci illudiamo di ... ma lo facciamo solo per mettere benzina nel nostro motore egoico. L’ amore è altra cosa, il che se ne dica. L’ amore è come il vento, accarezza senza lasciare traccia, scivola via senza sussulti di desiderio, è incanto nel momento al di la del tempo. È raggiungimento, mai appagamento! Nessuno mai è entrato diritto nel muscolo da farlo scoppiare, ho sempre preservato l’ ultima velatura a qualcosa che dovrebbe accadere prima o poi. Non so, un raggio cosmico che mi bagna, una creatura di un ‘ altro mondo che mi sussurra nelle orecchie il mistero della vita, che mi accompagni all’ ascesa verso i Maestri spirituali di dimensioni diverse, una luce che mi accechi, un bagliore di sinapsi nel cervello che esplode creando strade nuove, un evento paranormale, un qualcosa di strano, di alieno, che mi conduca oltre lo stupido Cupido che lancia dardi imbevuti solo di sonnifero. Si confondo forse la fantasia con la realtà, dico, beato me, che spero ancora nell’ incontro magico, di fate, di gnomi, di fauni di bosco, di sauri liberi, di centauri, di creature fantastiche che con un solo tocco di mano sistemano ogni cosa nella terra della mia anima. Sempre, sono stato un sognatore, un ricercatore spirituale, un mercante di sogni da condividere, da raccontare, da far vivere alla pellicola di poco conto che è la vita, bella al principio, poi, man mano che si srotola diventa pesante, quasi inutile il finale, sempre lo stesso, con lacrime di addii e qualche fiore sulla tomba fino a finire nel pozzo del dimenticatoio. Preferisco scappare con la mente a tale supplizio, a tale arcaico pensiero, preferisco attendere il fascio di luce vera, l’ illuminazione che mi penetra, che trafigge, colpisce il cuore e lo faccia fermare per la felicità provata già, in un tempo passato. " Non ebbi il coraggio di accogliere, ebbi paura, l’ anima allora era piccola" Nutrici di te in ogni tempo, nobile e puro sentimento. Colma la nostra fame, disseta il nostro spirito con il latte dei tuoi seni prosperosi. Accogli la preghiera che ogni sera, noi, coperti dal velo buio del cielo, ammirando le brillanti stelle, nudi di altri pensieri, ti supplichiamo. Bisognosi, mai sazi di tale sentimento e tale provarti. Riempi il nostro petto, donaci, per essere dono a nostra volta. Mai, non ci abbandonare perché se ci abbandoni, nulla ha più colore nell’ umile casa che abitiamo.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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