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Spiritualità 14 ottobre 2021 · lettura 6 min · 989 letture

La nostra vera identità, altro che "di genere", è spirituale

Francesco Andrea Maiello 233 racconti pubblicati
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Al di là della razza, dell’ etnia, del colore, del genere, della religione, del sesso e del suo orientamento con relative discriminazioni, fermo restante la libertà, l’ uguaglianza, i diritti paritari e l’ unione sentimentale (e non matrimoniale) dei gay senza eccedere, però, con il paritarismo (genitore 1 e 2), la nostra vera identità, altro che “ di genere”, è spirituale.

L’ umanità, infatti, ha un denominatore comune che si chiama anima, non certo campata in aria, dal momento che la sua acquisizione culturale (e un po’ di filosofia non guasterebbe!) ci illuminerà una volta e per sempre, sul significato vero della vita e sul modo in cui essa va veramente vissuta.

A tal uopo nelle scuole, invece di istituire la giornata contro l’ omotransfobia con relative disquisizioni di complessità mentale, andrebbe introdotta, sin dalle elementari, una nuova disciplina - l’” Educazione morale” – proprio per farci vivere dignitosamente come si conviene alla luce dell’ amore, l’ essenza dell’ anima.

 

Non a caso l’ umanità, nella sua vera identità, rappresenta il frutto di un duplice atto d’ amore: creativo (cordone spirituale paterno dall’ alito vitale) e generativo (cordone ombelicale materno) e, in virtù di tanto, le componenti della nostra fantastica miscela spirito/materia, dal lato materiale sono carbonio e azoto a formare il corpo alla mercé dello spazio e del tempo, mentre sul versante spirituale sono pensiero, amore e coscienza, luminose entità fuori dal tempo e dallo spazio.

Ritornando alle nostre origini se il cordone ombelicale viene reciso alla nascita per consegnare le nostre misere spoglie mortali alla madre Terra, il cordone spirituale da figli di Dio, invece, ci mantiene saldamente legati al mondo della luce, basta solo non reciderlo per problemi di coscienza (gnothi sautò n), depositaria di quella verità che Socrate voleva portare alla luce con l’ arte della maieutica.

 

Non v’è dubbio che la nostra complessa miscela si avvale di processi chimici vitali e, a livello epatico, dal matrimonio (indissolubile!) del carbonio con l’ azoto (e relativi corredi, carbossilico ed amminico) nasce lo spirito naturale e gli aminoacidi la cui magica sequenza ci dona la giusta informazione (Dna) per la trascrizione (Rna) della vita nella sua vera essenza.

Sempre in virtù di processi di biochimica vitale il carbonio, grazie ai glicidi, alla glicolisi e al ciclo di Krebs, ci permette la respirazione, mentre l’ azoto ci regala l’ ideazione (Aristotele) grazie alla transaminazione (acido glutammico, energia mentale) e alla deaminazione (ammoniaca, letargia mentale), fermo restante che con la decarbossilazione si perviene ai neurotrasmettitori, sinergia mentale con la cellula nervosa a secernere il pensiero (spirito vitale).

Allora, rispolverando le nostre vere radici, se dal carbonio (glicolisi, acido piruvico) all’ azoto (transaminasi, acido glutammico) nascono gli aminoacidi per strutturare, redigere il nostro codice genetico, su basi chimiche (a- denina, c- itosina, g- uanina, u- racile), debolmente legate (per sostenere la celeste ascesa con la materia scrollata!), si edificano i gradini della scala elicoidale per ascendere lassù nell’ iperuranio, il mondo delle idee (Platone) alla conquista del genoma eccelso e delle sue componenti spirituali: a- more, c- oscienza, g- enoma, u- niversale.

Proprio alla luce di tanto si disappannerà la macula oculare del peccato originale per una visione completa, a 360° del mondo che ci gira intorno e, al di là della caduca, greve, obsoleta armatura corporale, sopravviverà la nostra luminosa matrice spirituale, proiettandoci, così, dalla polvere alla luce.

 

Naturalmente questa conquista scientifico (chimico)-filosofica ci farà acquisire l’ anima nella sua triplice veste di coscienza vigile (chi sono, polvere), consapevole (da dove vengo, da un duplice atto d’ amore) e morale - dove vado, verso la luce della verità.

E sempre alla luce di tanto l’ emancipazione umana (transumanesimo), in virtù del potenziamento morale (la legge morale dentro di me, Kant), comportamentale (illuminazione corticale, Paul MacLean) e culturale (genoma eccelso, fede), farà selezione spirituale (postumanesimo), passando dal lume della ragione egoistica (mente, materia raffinata) alla luce dell’ intelletto altruistico (anima, mente illuminata), grazie alla cellula spirituale (spirito immortale), illuminazione culturale della cellula nervosa (spirito vitale) dalla cellula epatica (spirito naturale) interconnesse, che distilla l’ amore.

 

Queste sono le nozioni basilari da far acquisire ai nostri figli e nipoti e non certo la complessità mentale dell’ identità di genere, perché la libertà di vivere alla luce dell’ anima è il rispetto degli altri e, col rispetto di tutti, rispetti pure te stesso, al di là della razza, dell’ etnia, del colore, della religione, del sesso e così via, dal momento che l’ umanità ha un comune denominatore (anima) e lo stesso motore (amore)! Pertanto... meglio un nero bianco (anima mite) che un bianco nero (anima malvagia), colori calcistici a parte!

NB

Alla signora Franca Merighi faccio presente che da più di un decennio scrivo sui principali siti letterari (PensierParole, Rossovenexiano, Alidicarta, Oggiscrivo etc) con ottimi riscontri. Se a lei non piacciono le mie scritture può commentare come vuole ma l’ ignoranza la tenga per sé! Proprio per persone del suo stampo ho scritto "La luce della cultura" dove l’ amore non solo è il messaggero del sistema spirituale ma pure il citoplasma della cellula spirituale, evoluzione CULTURALE del sistema nervoso e del neurone! Sarò pure ignorante ma da esperto di epatologia curo molto bene le encefalopatie con clisteri di lattulosio!

 


 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Al di là dell’identità di genere, razza, colore, religione etc, l’umanità ha un comune denominatore (anima) e lo stesso motore (amore)! Pertanto... meglio un nero bianco (anima mite) che un bianco nero (anima malvagia), colori calcistici a parte! Naturalmente il bianco nero può assumere sembianza femminile come lo attesta il commento a questa scrittura di una... Franca tiratrice che si permette pure di parlar d’ignoranza! Come lo conferma la bacheca la cattiveria non ha limiti né confini! Il buon Dio ci scansi!»

L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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Nel tuo messaggio hai descritto te stesso alla (Franca Merighi)

perfezione!!!! (Franca Merighi)

Perchè non dici cosa mi hai scritto tu? (Franca Merighi)

La tua è cattiveria! (Franca Merighi)

CAMBIA DISCO DOTTORINO! GUARDA CHE TI PUOI (Franca Merighi)

SCHIZZARE A FORZA DI FARE CLISTERI! (Franca Merighi)

Commenti (1)

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Franca Merighi3 novembre 2021

Sono la meno indicata per dare un’opinione riguardo i suoi PEZZI difficili e ingarbugliati, quasi sicuramente per ignoranza, ma dovrebbe pubblicarli in un altro contesto, più... diciamo, idoneo alle sue conoscenza scientifiche- Che gusto ci prova a pubblicarli qui dove ci sono tutti racconti, storie, fatti, aneddoti, ecc, che non hanno niente a che fare con le sue... doti culturali? Vuole che le dicano ? Secondo me ha sbagliato SITO!