Ho quel dire
Ho quel dire che passa inosservato. Quel non essere creduta abbastanza. Guardata con incredulità.Sorpassata. Non m’impongo abbastanza. Non m’impongo. Non mi dono. Aspetto che gli altri credino in me. Che gli altri arrivino a me. Non vado. Provo appena a chiedere qualcosa, timorosa. All’improvviso vedo uno sfacelo di tutto quello che ho scritto! S’inabissano perfino le penne, niente mi resta in mano. È roba che si volatilizza quello che scrivo! Non ha il piglio possente della grafia che si erge sul foglio e si pone ridente e vitale, con fare borioso.
Io scrivo sui sassi. Sui muri. Sui crocicchi delle strade. Sugli occhi. Scrivo del sillabario muto che mi detta il tempo. Scrivo di niente. Niente mi resta in mano. Niente da vedere.
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