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Spiritualità 28 novembre 2025 · lettura 3 min · 316 letture

Fuoco sull’acqua

Franco Scarpa 1 racconti pubblicati
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I gommoni scivolavano veloci tra le pieghe della laguna. I motori ronzavano come un volo di calabroni inquieti, ma non disturbavano il silenzio: era come se fosse il respiro dell’ acqua a guidarci, più forte di ogni rumore. Eravamo in uniforme, in uscita per un’esercitazione notturna, ma quella sera qualcosa nell’ aria sembrava sospendere ogni regola.
Davanti a noi, l’ isola di San Francesco del Deserto si stagliava come un miraggio antico. Il convento, immerso nel verde, pareva vegliare sul mondo con la quiete di chi ha visto secoli passare. Sopra tutto, il cielo si incendiava. Il sole, ormai basso, colava sull’ acqua con una potenza che non avevo mai conosciuto. Non era solo luce: era fuoco liquido e oro vivo che danzavano sulle onde. Ogni increspatura brillava come una scintilla, e in ogni riflesso c’ era una stella. Io, uomo armato e addestrato, di fronte a quella manifestazione, rimasi incantato.
In quell’ istante non c’ era più il peso delle armi né l’ odore dei proiettili, né la gabbia delle gerarchie. C’ era la bellezza, travolgente e sacra. Sentii qualcosa dentro di me cedere, come se il cuore si inchinasse. E capii. Capii che tutta la nostra forza, tutta la nostra preparazione, non era nulla davanti a quella rivelazione. Non era il sole: era Dio che parlava attraverso la luce.
Fu allora che mi apparve chiara anche l’ assurdità dei conflitti tra i popoli, della violenza che ci divide, dello spreco immenso di risorse per armamenti che potrebbero sollevare chi vive ai margini. In quel tramonto, la verità era semplice e luminosa: ciò che ci unisce è infinitamente più grande di ciò che ci separa.
Uno dei miei commilitoni sussurrò qualcosa, ma non lo ascoltai. Ero altrove. Dentro quel fuoco che non bruciava, ma purificava. Una voce mi chiamava a guardare oltre le illusioni, oltre le divisioni, oltre la paura. Sentii la mia anima nuda, come se la divisa non bastasse a coprirla. In quel silenzio, tra l’ acqua e l’ infinito, mi sentii piccolo. Ma non debole. Solo umano.
I gommoni continuavano a muoversi, e l’ isola si avvicinava. Ma io sapevo che qualcosa era cambiato. Avevo visto il volto della grandezza, e non era fatto di pietra o di comando.
Era luce. Era fuoco. Era Dio.

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Franco Scarpa

Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la

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un racconto molto toccante ... bravissimo POETA. ()

Commenti (1)

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Ausilia Giordano3 dicembre 2025

Il sole che brilla sulle acque, il sole? La luce? Si, la Luce di Dio, Diop stesso parla all’uomo attraverso le sue grandezze e strategie. La presenza di Dio il cuore e lo spirito rinfranca e riscalda. Grande il tuo racconto, autore.