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Amore 27 agosto 2010 · lettura 3 min · 1389 letture

Quel treno che a volte ripassa

Daniela Pacelli 4 racconti pubblicati
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Non è vero che i treni non ripassano, lo dicevo per convincermi che mai più ti avrei rivisto.

Ma sono fatalista e mai avrei rinunciato a sperare senza combattere per i miei ideali, aiutai così il destino imbottendomi di una buona dose di ottimismo. Passò l’intero inverno stretta nella morbida lana che rivestiva un lungo cappotto che mi copriva e scaldava da quel freddo algido spruzzato da un cielo cupo che pianse con me quasi tutta la stagione.

Quella pioggia che ci lasciò quella notte tra le attese, ignari l’uno di chi fosse l’altro, la ritrovai la sera in cui mi ritrovai per sbaglio a metter piede nella casa “di amici di amici”.Non sarei uscita in quella occasione se non fosse stata la mia amica Athena a strattonarmi fuori dalla porta con una delle sue solite banali scuse. Suonammo alla porta di Adele e lei con un sorriso stampato per l’occasione ci salutò festosamente, tipico di chi è abituato a ricevere gente. Quella casa era una bomboniera fatta su misura per lei, tra pareti candide rallegrate da faretti e applique che donavano luce a quei pochi ma originali oggetti abbellendone l’interno. Impacciata feci un celere segno con la mano tra la folla e con voce fioca feci un saluto generale, ma il mio sguardo si posò subito su una tela astratta dai colori vividi e cangianti, una di quelle che colpiscono e navigai per un istante verso quell’Africa che tanto amavo. Sophie e Raul si diressero verso di noi con grande slancio, era chiaramente scritto sui loro volti che non si stavano affatto divertendo ascoltando sterili discorsi privi d’argomentazione. Li salutai affettuosamente, quei volti amici mi fecero tornare all’improvviso il sorriso, l’aria iniziava a scarseggiare come la mia impazienza e la fretta di volermene andare via. Il cigolio di una porta adiacente mi fece voltare di soprassalto, arrossii con stupore quando vidi entrare un uomo. Mi raggelai, per mesi avevo pensato a lui, intavolando il film sulla nostra vita insieme, chissà come sarebbe stata e quella sera lo ritrovai lì, in un posto così lontano da me ed ora così vicino. Ti avvicinasti con aria impacciata allungando la mano per salutare, una stretta decisa la tua che mi fece carambolare da quel sogno e scosse intense vibrarono dentro il mio corpo, rimasto lì rigido ad osservare le tue labbra che sembravano disegnate da un pittore e che nulla dicevano ma a me sembrava il discorso più bello sentito in tutta la serata.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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Daniela Pacelli
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Stupenda anche la seconda puntata. Brava (Giunone Giove)

ecco..devo tornare indietro!!!!:((( (Stefano Sivo)

ho letto a ritroso , ma sono bellissime comunque (Nutellina)

queste storie a puntate..sei bravissima (Nutellina)

bravissima Daniela al III ! (Giovanna De Santis)

Commenti (1)

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Nemesis27 agosto 2010

Mi piace molto l'idea di narrare a puntate, perché tiene il lettore in sospensione, lasciandogli immaginare da sé un seguito alla storia, da verificare il giorno dopo per ricevere conferma o nuovi spunti di riflessione. <br> Attendo curiosa il seguito!