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Amore 7 settembre 2010 · lettura 5 min · 1613 letture

Un trillo inaspettato

Daniela Pacelli 4 racconti pubblicati
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Era una tiepida serata d’estate, un lieve venticello spirava da levante facendo danzare le piccole fiammelle di candela al profumo di vaniglia che attorniavano il diametro percorribile del giardino. In silenzio respiravo il buio delle stelle dopo una giornata stancante di intenso lavoro e mi apprestavo ad adagiarmi su una poltroncina in vimini per dedicarmi alla lettura di un romanzo iniziato alcuni giorni prima e che mi stava coinvolgendo all’ennesima potenza. Quando un trillo però, spezzò il filo di quiete riposto nell’aria che tutta intorno mi coccolava e  quasi stranita, ebbi la reazione di spegnere il ritornello che in quel preciso momento non era di perfetto gradimento, poi il buon senso prevaricò e decisi di rispondere. Una voce calda dall’altra parte prese la parola con disinvoltura:

– Asia? Ciao sono Mattia, ti ricordi vero? -  Per un attimo rimasi imbambolata, come alla vista di un marziano che non aspettavo di vedere, poi per spezzare un prevedibile mio imbarazzo, risposi sorridendo

 - Ciao, certo che mi ricordo, come potrei dimenticarmi di un talento come te? – Accennò ad un sogghigno poi riprese la conversazione, elevato di circa tre metri dal suolo:

- Bè, talento è un parolone, diciamo che non sono proprio l’ultimo arrivato, è un mestiere difficile ed in pochi riescono ad entrare in questo mondo, ma ci vuole talento e molto molto impegno – Sospirò un istante e poi riprendendo fiato tutto filato proseguì – Ti andrebbe di vederci per scambiare quattro chiacchiere davanti ad una pinta di quelle buone che conosciamo solo in pochi? – L’idea non era malvagia, ma qualcosa nelle sue risposte avevano scatenato una sorta di perplessità, ma chi si credeva di essere ? Ha cercato di darsi un certo tono ed io non adoro le persone che si fanno grosse da sole, questi furono i pensieri che balenavano nella mente nuotando in mezzo all’oceano in cerca del salvagente con cui tornare alla riva. - Guarda si, non è una cattiva idea è solo che questi giorni sono molto impegnata e sarà difficile liberarmi, mi faccio viva io ok? – Non amavo cadere ai piedi del primo arrivato soltanto perché la sua calda voce faceva vibrare l’entusiasmo o perché due occhi così profondi arrivavano fino all’anima sfiorandola con lo sguardo. Lui ci rimase male ma fingendo di stare tranquillo, replicò – Ahh e quante cose avrai mai da fare donna in carriera, così tanto impegnata? – Era evidente che non era abituato a ricevere risposte che avrebbero scombinato i suoi piani, non ero certo la donna in carriera che lui immaginava ma glielo lasciai far  credere. In quei non pochissimi anni di vita qualcosa l’avevo imparato, ad esempio che agli uomini non piacciono le cose semplici, non adorano avere tutto servito su un piatto d’argento, insomma l’attesa lascia sulle spine e se davvero il suo interesse fosse stato veritiero, avrebbe aspettato con viva trepidazione.

- Le cose più facili da raggiungere, sono quelle che per prime si spengono come un fuoco di paglia, quindi a parte i miei impegni che sono davvero improrogabili, spero che saprai attendere - Pronuncia sicura di me, l’uomo ama essere rassicurato un attimo dopo essere stato bastonato, infatti rischiarì la voce e sorridendo aggiunse – Oh ma certo che saprò attenderti con enorme piacere e sarà un onore. Mirerò le stelle nel frattempo sognando quel momento in cui i nostri occhi si guarderanno e brilleranno al chiarore di una luna incantata – Come la luna, anche lui sapeva incantare bene con le parole, ma io, con qualche nota d’imbarazzo accennai una risatina senza senso e lo liquidai con un candido - Buona notte – E volai a bocca aperta dentro il mio film che in un istante apparve nel cielo proiettato dai mie pensieri sognatori. Qualche istante e tornai alla realtà riprendendo il filo che era rimasto in sospeso, il filo del romanzo che attendeva di essere sfogliato e divorato con gli occhi.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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Daniela Pacelli
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Commenti (1)

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Nemesis11 settembre 2010

E bene hai fatto a rituffarti in quel romanzo, sicuramente molto più appagante!