Sos
Ci sono Cuori che si incontrano al crocevia di una situazione complementare: mentre uno nell’aggrapparsi ad un sogno cerca di non affogare nella realtà, l’altro tenta di staccare la presa dal proprio incubo per non illudersi che possa trasformarsi in concretezza e, nell’intersezione delle proprie speranze, si chinano contemporaneamente a raccogliere i petali di una Rosa sfiorita, trasformandoli in un pot-pourri con il quale profumarsi vicendevolmente la Vita.
Ci sono Cuori che rastrellano nell’etere le richieste lanciate dalle prigionie altrui, come un sasso sull’acqua che, colpendola con cerchi concentrici, attiva quel radar capace di intercettare il segnale intermittente di un SOS e che nel localizzare il bersaglio lo colpisce con Amore liberandolo da quelle sbarre, magnetizzate dalle paure stesse, che lo costringono all’interno della gabbia.
Ci sono Cuori che vagano raminghi alla ricerca della propria identità perduta, che nella scoperta di sé stessi ritrovano l’unica compagnia che non conosce solitudine e camminando come funamboli sulla linea dell’orizzonte, là dove il Sole diventa oro liquido che colando nell’oceano dei sentimenti li impreziosisce, bilanciano il loro incedere nell’equilibrio delle reciproche individualità.
Ci sono Cuori che guardando nei Cuori altrui si specchiano in un lago d’argento, dove placide fantasie accarezzano la superficie rendendola galleggiabile dai desideri, dove il riflesso della propria terra di dentro si trasforma nel riverbero di un Universo infinito, dove a distanza di vite vissute nell’equivoco di credersi divisi, ci si riconosce pianisti del medesimo spartito.
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