Le bimbe ar mare
L'artro giorno, ner mentre facevo una lunga passeggiata sulla spiaggia di Tirrenia dar mi bagno a quello accanto, mi 'apitò di da' un'occhiata distratta , ma coll'occhi di fòri, alle bimbe mezze 'gnude che pigliavano ir sole a cottimo.
Io sono un omo di mondo anco perchè ho fatto ir militare a Cuneo insieme a Totò, però devo ammette' che mi si sono rizzati que' tre capelli che conservo gelosamente, solo 'vélli, lo giuro sulla testa der mi capufficio. Un sono neanco un laido compagno di ribotte, anzi, posso di' che ho raggiunto l'armistizio dei senzi, ma davanti a certi spettàoli della natura bisogna propio ammette' che ci vorrebbano le 'oronarie fatte co' cavi Pirelli essendo ir coccolone da arrapamento nostargìo sempre in agguato.
Vabbè che la mi' moglie è pio che m'ha denunciato per modestie sessuali visto che fra noi 'un c'è più der tenero ma sortanto der moscio, però quando vedo certe bellezze ar bagno sento ancora che l'ormoni mìa fanno la "ola" anco se la battuta è di Vergàssola.
Eppò, parliamosi da omini ar bivio, "est modus in rebus" come dirrebbe uno fissato colla Settimana Ennimmistìa.
Comunque, doppo èssimi seduto per tre vorte sotto un ombrellone che 'un era ir mio, sono tornato ar punto di partenza e dovevo ancora esse' stravorto perchè la mi' 'ognata mi fa:- O casa ciai, ha' preso un corpo di sole?-
" No, di puppa!" ni volevo di' ma sono stato zitto perchè 'un volevo sveglià la berva che dormiva, cioè la mi' moglie.'Vindi, doppo ave' spostato otto paia di ciabatte,tre zoccoli e sette parei, che sono ir ciador della donne occidentali, mi sono finarmente messo a sede' su una formina der mi' nepote che era sulla sdraia barbottando 'ose delle 'vali nemmeno ir Milingo sarebbe stato 'ontento.
Colle rètina ancora impressionata da quello che avevo appena visto, ho guardato la mi' moglie e m'è venuta la voglia di picchialla colla tavola da surf ma poi, considerando che nemmeno io ho più ventanni, 'un ho detto pè, avendo capito da tempo come mai quando passo vicino alle baracchine che vendano i baòni sento sempre delli strani versi che paiano conati repressi d'onco nematelminta.
Insomma m'ero intristito come un viaggio d'acqua e la giornata mi s'era sciupata dietro a' pensieri di giovinezza perduta ; menomale che poi da radio- bagno m'è pervenuta la bòna notizia che la mi' socera era stata pinzata da una tràscina , così mi sono rimpallucciato nella 'onsolazione a penza' quanto sono intelligenti e sempatici certi cari pesciolini che vivano sotto la rena. A proposito: c'è nissuni che vorrebbe adotta' una socera da combattimento tanto bisognosa d'affetto,tatuata,sverminata e con tutte le vaccinazioni già fatte? Se a quarche frequentatore dell'ottavo(1) la 'osa dovesse interessa', cercatimi sur sito www.rotturadioglioni.it a tutte l'ore der giorno e della notte. Fareste veramente un'opera pia onlus.
1): ottavo padiglione ospedaliero, quello dei matti.
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Il buonumore è assicurato! (Antonio Terracciano)
:D questa me la devo rileggere e conservare (Azar Rudif)
meraviglioso! mi sono ammazzato dal ridere!! (redent Enzo Lomanno)
Tara, mollaci con gli allucinogeni......cià*** (Aldo Bilato)
Commenti (1)
bella questa dis- avventura marinara! <br> di quelle che lasciano i segno... e si riordano le sere di verno accanto a i foo! <br> certo... gliè proprio vero! chi ha pane 'un hà denti! <br> sei sempre mitioo... bisognerebbe fatti anco presentà i meteoo armeno ci sarebbe da divertisii... arto che Giulacci! <br> bella davvero... sai sempre strappare una risata!

