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Dramma 5 settembre 2011 · lettura 5 min · 2014 letture

I miei nuovi capelli rosso tiziano

Sara Acireale 35 racconti pubblicati
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Chemioterapia...un inferno che provai tre anni fa. Volevo coprire tutti gli specchi per non vedere la mia testa nuda. Persino a casa, indossavo sempre la parruca o il foulard. Bisogna fare attenzione ai “dettagli” perché a questo ci si agrappa, quando sai che “la tua fine è vicina”.

Vado sempre al centro tumori...adesso i noduli sono due e un terzo sta in agguato nell'altra mammella. In tre anni due tumori, quattro ospedali diversi, sei cicli di chemio, sette interventi chirurgici.

Il mio volto è diventato stranamente giovane (quasi infantile) senza capelli, ciglia, sopraciglia. Questo succede a chi, come me, subisce un trattamento d'urto per il tumore Killer, quello alle ovaie. La chemioterapia è massiccia e, se fa scomparire il tumore, fa scomparire molte altre cose. Rischi di perdere la femminilità. I volti segnati delle donne riflettono una preoccupazione ancora più grave della morte annunciata e cioè la perdità della bellezza, non ci si sente piu..,donne.

Volti di donne...diventati grottescamente infantili, che hanno già visto la morte. Al centro tumori per le neoplasie alle ovaie erano le donne con i capelli a sembrare strane a noi che giravamo calve.

Il mio e i volti di altre mie compagne di sventura erano smarriti, eppure rivelavano una grande forza. Facevo il paragone col soldato Ryan...noi eravamo sempre in trincea e appese a due semplici parole: positivo o negativo, dopo ogni controllo.

Ricordo che all'ospedale, durante il periodo della chemioterapia (dopo la seconda operazione) mi guardavo allo specchio con molta ansia...quando incominciarono a spuntare i primi capelli. Prima era una lanugine bianca, poi divennero grigi e poi...(stupore!) finalmente del mio colore, castano ramato.

Il Buddha asseriva che la vita è sofferenza, bene noi donne del reparto oncologia ne siamo la prova vivente. Ricordo la grande emozione di quando, perduta la lanugine e cresciuti i capelli, li ho pettinati e il gesto che prima ripetevo automaticamente (molte volte al giorno) era adesso di un'importanza vitale e mi scopersi...a tremare per l'emozione. Nessuno ricorda quando si pettinò da solo, la prima volta. Sembra una cosa naturale come camminare e parlare. Quando certe funzioni si perdono, tutto deve essere riconquistato con fatica.

Ma poi...fu ancora più terribile perché dovetti affrontare il calvario per un altro tumore. La morte è venuta a bussare per ben due volte alla mia porta, lei mi ha salutato e io le ho sorriso. In questa nostra società che esalta l'estetica e la perfezione del corpo, bisognerebbe parlare di più di queste cose.

Io, che mi disperavo tanto per i miei capelli, adesso ho tanti riccioli allegramente tinti di colore rosso tiziano.

Amo i miei nuovi riccioli rosso tiziano.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Quando la morte bussa alla tua porta, quando riesci a superare qualcosa che sembrava "insuperabile", la vita assume un'altra dimensione e quello che prima sembra "importante" dopo non lo è più e sono i gesti semplici (come pettinare i capelli) che assumono valore.»

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Da meditare! Un forte abbraccio! (rosanna gazzaniga)

La vita assume un'altra dimensione, poi sai a cosa (Patrizia Ensoli)

dare importanza, il terzo occhi si apre.. (Patrizia Ensoli)

Complimenti Sara, ti abbraccio forte, fiocco (Patrizia Ensoli)

un caloroso abbraccio ! (Caterina Zappia)

Commenti (3)

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Pulse5 settembre 2011

come sempre nel suo stile semplice e lineare e molto efficace l'autrice crea un racconto avvincente con una bella storia dentro una storia di sofferenza e dolore ma poi di rinascita e di e d'amore per la bellezza personale ma soprattutto per la fine di una malattia .complimenti Sara. fiocco.

rosanna gazzaniga7 settembre 2011

E' una sferzata di vita che paradossalmente tocca chi sta accarezzando la morte. Ben lo sa chi l'ha sperimentato di persona o ha visto qualche famigliare avviarsi verso questa esperienza. E quasi sempre, lei l'ultima amica si allontana... Profondo e toccante racconto, non importa se autobiografico o meno: trasmette speranza, voglia di vivere. E' questo quello che conta. Oltre alla consapevolezza che la nostra esistenza e il suo simbolo, è la croce, che unisce la terra al cielo. Nel dolore ci si aggancia al padre trascendente.

Caterina Zappia24 settembre 2013

Uscire da una profonda crisi è sempre motivo di gioia, ma sopravvivere al tormento di un male è l'inizio di una nuova vita! Una vera e toccante storia che fa venire i brividi, ma allo stesso tempo da speranza a quanti sono nell'angoscia e nella totale disperazione e se ne contano a centinaia, purtroppo.