All'alba di un morbido settembre
bevo distratto gocce di passato
restando chiuso in vicoli senz'aria
baratto sogni con fughe senza ali
e questi pensieri che esplorano i tuoi specchi
scivolano sfiniti in statiche spirali
come cirro d'istanti in dissolvenza
si stende il tramonto fra dune di ossidiana
scalfendo ombre dal gusto d'abbandono,
non più brezza su onde della sera
ma pioggia amara s'un selciato consumato
e nasce ancora un giorno
vestito di promesse vane,
attendo su soglie ormai sfibrate
la fresca brina di morbido settembre
che colmi il pianto a disperate messe
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Commenti (3)
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F
Franca Canfora3 luglio 2009
dissolvenza d'ombre, indefinita notte a cui fa eco un'alba ancor più incerta. Ma forse è solo un'anima inquieta e smarrita che aspetta un giorno, uno vero, dove sciogliere tutto il dolore a lungo trattenuto e ricominciare a vivere.
D
Donatella Piras3 luglio 2009
notevole nell'espressione poetica, stile a me confacente. Molto apprezzata
mp47pasquino5 luglio 2009
Introspezione profonda, si sente l'alito dell'anima che soffre, tra queste statiche spirali d'impalpabile spessore, evanescenti alla ragione... sommare e continuare a sperare che un giorno passi e l'altro che porti nuova linfa... letta ed apprezzata piacevolmente.
