I ciottoli bianchi
Gesuino Curreli
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Dal mare ho portato
sette ciottoli bianchi
di pietra calcare,
scelti sulla battigia,
lisciati dal tempo,
dai sorrisi del sole,
dall'immenso silenzio
lunare.
Ne farò un mazzo di rose
per un dono elegante,
e sarà bello pensare
che le avrai sempre vicino
quando, desta, al mattino
avrai sguardi per loro.
Le stringo dentro le mani
e lascio il mio corpo,
folle canto fra i sassi,
a rimare impossibili versi,
a pensare di soli perduti
nell'astrale concerto finale.
Sarò folle domani
nella vana preghiera
che siano rose le pietre,
che sia pietra il mio corpo
nell'incomprensibile gioco
che vorrei ricordare.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Gaia22 Tiziana Porcelli4 luglio 2009
Sette ciottoli bianchi che potranno ricordare colui che li ha donati... Sono pietre donate come rose ma non come le rose muoiono . Resteranno li per essere viste e sfiorate emaneranno quel "folle canto fra i sassi" che mai svanirà... Versi vividi e malinconici intrisi di profondo amore... Così l'ho letta...
Nadia Mazzocco5 luglio 2009
No tengo palabras, demasiado bonitas esta poesía. ¡ MÁGICA!


