Accidia
Quest'aria che soffoca le parole
è un muro di gomma che non si scioglie.
Lascia le idee a spegnersi sole
senza che il fuoco ravvivi le voglie.
Non giunge che un filo di vento
che filtra da uno spiraglio.
Ma è ossigeno preso d'abbaglio
per poi ansimare più lento.
Basterebbe richiudere piano gli occhi
tappando quel buco che dà falsa vita.
Contare con calma gli ultimi rintocchi
svenire con calma fin quando è finita.
D'istante svegliarsi riemersi
né muri, né attese di luce
ma fresca un'aria seduce
i giorni che si erano persi.
Ora serve spingersi oltre il mare gelato,
dove i pattini hanno viaggiato senza presa
per raggiungere già quel lido conquistato
che risponde invece al freno con la discesa.
Non girarti mai indietro al passato
se vuoi vivere al meglio il presente,
mentre l'aria che investe si sente
il dolore lo avrai cancellato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Gionata Longo8 luglio 2009
E' una poesia ottima emozionalmente, ma metricamente appartiene sicuramente alla poesia antilirica...
Antonio Biancolillo8 luglio 2009
Sei quartine... che sono singole poesie... Molto apprezzata.
Amara8 luglio 2009
...racchiude una grande verità... il volgersi troppo al passato stende una coperta soffocante sul presente... è il respiro che viene da domani a sussurrare vita... ...bellissima...


