Sassi

Ricordo il rumore dei sassi
quando si graffiavano sul mare
quella nénia di avvolgere e ritirare
e sprofondare sotto il peso dei passi
La luce era sempre dipinta di bianco
appena sgranata come nelle foto
non c'era il dubbio e neanche l'ignoto
non c'era un motivo per essere stanco.
Eppure siamo tutti quì come allora
come quei sassi che continuano a girarsi
però l'estate continua a consumarsi
e non giochiamo neanche una mezz'ora
Sarà che il tempo ci leviga da dentro
o la paura di essere inopportuni
perché quel tempo si ferma per alcuni
per tutti gli altri è solo un fiore spento
Dietro il ricordo di lettere spedite
e di quel mare che bussa anche d'inverno
quelle amicizie di un affetto fraterno
come le foto si sono poi ingrigite
©
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