I silenzi
Gesuino Curreli
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Amo i silenzi che mi dai
e senza alcun perché...
sono come le labbra che incontrai
al primo pianto per una bambina.
Il sole no,
c'era la caldana che opprimeva
e io cercavo l'ombra in una sera
di giochi a nascondino, nel giardino
di pietre e cisti ruvidi,
degli alti eucalipti giganti,
delle torri sui pozzi di miniera.
Era l'ombra che mi diceva: - taci –
come la nenia di mia madre
quando bisbigliava una preghiera
su uno stuolo di figli,
con gli occhi oltre il davanzale,
sopra l'ultimo colle, verso il mondo
in cui tanto sperava e che non c'era.
I silenzi tuoi così,
oltre l'ultimo colle, dove si è spenta
l'eco di una rima baciata,
come l'amore in prima gioventù.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (3)
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Veleno16 luglio 2009
Dolcissima dalle immagini malinconiche... un susseguirsi di ritmi di armoniche parole... colori che paiono risvegliarsi. Piaciuta moltissimo
Carla M Casula17 luglio 2009
Dolcissimi e amari, leggeri e molto intensi questi versi, lievi come il silenzio ed il tempo che pian piano scorre via... intrisi di malinconici ricordi e rimpianti. Arrivano dritti al cuore del lettore, trasportandolo dentro un vortice carezzevole di emozioni e ricordi. Davvero bella! Particolarmente apprezzata.
Carlo Sorgia18 luglio 2009
Molto bella, ricordi intensi e sempre presenti nel cuore dell'autore



