D' un terribile ritorno
vivo tra l' eccitato ed il depresso la mia sobria ed indelebile punta di masochismo congenito, nell inalterabile e consapevole disordine che segue precedendo il mio passaggio
Commenti (2)
...il vento... tormenta e da picere... strappa e regala... in lui ci si nasconde e ci si abbandona... ho sentito molto in questa poesia... bellissima...
Il passo che si avanza alle spalle è un bisbiglio che fa sobbalzare e lo sguardo che fende i colori dei fiori si ritrae e si nasconde nell'ansia dell'avvertita presenza. E' vivo il ricordo dei boccioli, dei cespi ridenti che accolsero l'amore per salvarlo dal gelo. Fu la notte a chiamarti al piacere, luminoso come l'oro, saporito come il pane, e fu l'alba "tremenda" a svegliarti dal sogno, ad urlarti che fu inganno e peccato, a scoprirti il lenzuolo non più immacolato. Il cuore non ci sta e si ribella, sussulta nel petto, ti strattona poi giace, ti accarezza, per un po' si compiace per la vaghezza dell'ora. "Non morire! - ti implora – è ancora dietro di te", è l'amore che nasce, ridesto, al soffio delle voci sussurrate e ruffiane.

