D'un fragoroso schianto
Mi sfilo la barba
e godo del nulla
di questa bonaccia
che sfama il tormento
E nel pallido vuoto
risacca lo schiaffo
che trema a mezz'aria
e spavaldo mi punta
Ti guardo di coda
e non credo al presente
insano e violento
che tu hai plasmato
Coi colpi furenti
di maglio e di testa
hai divelto i sigilli
e sventrato il blindato
Quanti inutili giri di sole
ho vegliato e seguito
per cagliare la pena
e sentirne il vigore
Poi
un desiderio
rapido e incauto
m'affonda nei ghiacci remoti
Con lame e coltelli
a sgraziare il mio cuore
mi divincolo
solo
e ritorna l'ebrezza
©
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L'autore
Zarathustra
vivo tra l' eccitato ed il depresso la mia sobria ed indelebile punta di masochismo congenito, nell inalterabile e consapevole disordine che segue precedendo il mio passaggio
Commenti (1)
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Amara10 settembre 2011
...mi piace lo stacco ritmico degli ultimi nove versi... la sensazione che fin lì fosse tutto nuvolo e pesante... e d'improvviso... il cielo limpido e leggero...
