D'insensata presenza
Ti guardo e non ti vedo
con l'alito acceso
e il cuore che spuma
spingi
Rimbalzo tra petali e sassi
con nervo di lucciola
e muto di fiato
dubito
Raccolgo i tuoi pezzi
e semino i miei
che lento e costante
tra un vuoto ed un pieno
accumulai parsimonioso
Incauto
con distratta presenza
volgo il mio passo
nel rosso e nel nero
sorpreso
lo spengo di bianco
e ritorno cosciente
E così
conservo i tuoi pezzi
al sole più vivo
dilapido i miei
nell'acqua più fredda
che scopre e ricopre
il blu del mio nome
Rifletto
...e perdo il senso
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L'autore
Zarathustra
vivo tra l' eccitato ed il depresso la mia sobria ed indelebile punta di masochismo congenito, nell inalterabile e consapevole disordine che segue precedendo il mio passaggio
Commenti (1)
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X Bruna Rossini30 luglio 2011
Lontana dalla comprensione di ciò che è nel profondo di chi scrive ma incantata dai frammenti di questo mosaico. Trovo bellissima la seconda strofa.