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Introspezione 1 agosto 2009 · lettura 2 min · 2224 letture

Chi, stanotte

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Chi, stanotte, verrà a bussare alla mia finestra? Non ho cani da guardia perché entri ogni ombra a chiedermi ristoro, ma già so che sarò io ad averlo. Giungano gli anni delle gonne a ruota che le sorelle indossavano le sere, gli anni dei primi piaceri cercati nelle scale, gli anni dei finti giochi alle miniere, delle colonie estive e del gran pianto per l'attesa tradita del genitore amato, quando si spopolava il capannone e si rimaneva in pochi nelle lunghe domeniche a guardare il faro fino a che accendeva il suo lampione. Arrivino le ore mai vissute a domare quelle animate di fresca presunzione, e torni il canto roco di sirene che annunciavano file nere dei minatori in tuta e con il lume in fronte. Entrino le altre sirene, quelle dei primi amori, quando per dire t'amo c'era una cartolina coi fiori disegnati. Film in cinemascope, i colori rutilanti, le chiacchiere sommesse, quando per dire "amanti" bisognava distrarre ogni bambino. Carloforte, Portoscuso, Calasetta, Portopino, Torni la luce viva del fratello, capace di stupire i preti e gli insegnanti, che sapeva dir messa fino ad ognissanti, e la diceva in latino, apparecchiando un tavolo, con cuscino e tovagliolo, ed io a servirlo suddito, volontario, incerto e balbettante chierichetto. Entrino le ore di bambini a frotte sotto i neon dei portici, a godere la piazza piena di gente in festa, nel riposo di fine settimana, nelle mascherate e i coriandoli di una miscela strana fra gente di ogni dove riunita nel villaggio per iniziare una storia che oggi si scolora per irrefrenabile sorte che decreta la nascita e la morte, ma non cancella dentro la memoria.
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Erano gli anni '50 delle miniere del carbone e dei villaggi nati ad hoc per ospitare una miriade di persone, giunta da tutta Italia, e in gran parte dalla stessa Sardegna, con l'idea di lavorare in miniera.

L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (8)

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Amara1 agosto 2009

...è bellissima e struggente... una carezza su tutto ciò che ieri è stato, ma se si vuole ascoltare... alle finestre bussa ancora il vento del domani...

A
Alida Kirschner1 agosto 2009

Le ombre dei ricordi hanno bussato a quella porta e come una valanga hanno sommerso un cuore pieno di malinconia. C'è tutto un mondo in questi versi che s'è perduto che solo la memoria rievoca con grande tenerezza.

Rosy Marchettini1 agosto 2009

Bellissima poesia Nessuno potrà dimenticare Piaciutaed apprezzata moltissimo

Carla M Casula1 agosto 2009

Amara dolcissima riflessione che si scioglie dentro struggenti ricordi di un passato che mai più tornerà...ma vive, indelebile, tra le pieghe dell'anima, un'anima di rara sensibilità come quella del nostro autore. Bellissima poesia, intensa e morbida come la seta, languida, commovente. Davvero apprezzatissima!

Paolo Eroli1 agosto 2009

nella catena dei ricordi maglie che brillano ancora nella mente a ricordare un'epoca che rivive solo nei ricordi... molto molto bella la poesia ...versi molto chiari... ci si vive dentro!

Pasquale Lettieri1 agosto 2009

Se non ci fossero i ricordi non avremmo inizio e quindi nemmeno fine, saremmo eterni, me certamente perderemmo quello di piu' caro e bello che possediamo anche perche' siamo fatti di storia, di ricordi e di esperienze.

Jeannine Gérard2 agosto 2009

lo sa, mi mancavano i suoi commenti poetici, ma mai avrei osato chiedergli il perché, rasserenata posso anch'io farle da commento, cosa che non avrei più fatto per timore di sbagliare, grazie, la sua poesia è un misto di dolce e salato fATTa di ricordi che mai più ritorneranno, ma chi è che non vivi di ricordi infrantosi nel nullo sempre, ma la sua sensibilità e la scioltezza con cui lei scrive, fa ben vedere un'anima piena di sentimenti che vuole sgorgare come una sorgente ogni momenti, chi verrà a bussare alla sua finestra stanotte, le sirene dei primi amore, bella, la cartolina, si, la ricordo anch'io, e la chiusa è molto bella, niente puo cancellare la memoria, sola la malattia o la morte, si molto bella

Luciano Tarabella2 agosto 2009

Leggendo questi versi ho avvertito un'atmosfera da Cinema Paradiso tanti sono i ricordi e le situazioni evocate dall'autore. Non c'è poeta, di ogni grandezza e di tutte le epoche, che non si sia lasciato andare alla poesia del ricordo ma in questa opera si va oltre perché ho sentito la coltre del tempo che si è posata sulle persone e sulle cose come fotogrammi di un film, appunto, in cui è narrata la storia di ciascuno di noi. Noi poeti, intendo.