D'un canto malato
M'accosto al ciglio
perso a valutare i solchi
d'un aratura grossa
che svela lo scoglio al cielo
e stupito ripiego assente
le turgide ali
L'occhio infermo
s'inceppa
sullo statico e sfinito stordirsi
di fame e di sete
a coprir d'un velo il ghiaccio nero
stridente al dorso del mio più dolce canto
che hai crocefisso al suolo
E mi manchi... ancora
©
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L'autore
Zarathustra
vivo tra l' eccitato ed il depresso la mia sobria ed indelebile punta di masochismo congenito, nell inalterabile e consapevole disordine che segue precedendo il mio passaggio
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