Al mio amico ingordo intro le gambe
Goffo...
e pure stupido
ti inalberi per 'na gonna corta...
e che sarà mai!
e senza motivo
ti splaccichi
come un sacco vuoto
'na frittata sfatta
che nessun vuol magnà,
e son anni che mi pigli per lo c...
ops... diciamo fondelli
me fai corré
in lungo e pur in largo
a cercà che poi?
Il tuo sollazzo
e tante rogne pe' me
te possino...!
mo' però la feste,
se fa pé dì,
è alli scoccioli
semo iti ar capolinea
Signore... si scende!
ma sì...è giusto così,
me consolerò
cor magnà coni crema e cioccolato?
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L'autore
primaverello
tra varie amenità sconcertanti la vita ogni tanto ti presenta il conto...ti guardi nelle tasche....cerchi....e ti accorgi,tra stupore e sbigottimento,ti avere delle vecchie lire...ricordi?....non valgon più nulla......
Commenti (3)
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Alida Kirschner6 agosto 2009
Divertente e ironico questo sonetto con la sua morale molto diretta e schietta.
AlexMen6 agosto 2009
Ih ih ih... davvero divertente e allegra. Due risate ci stanno sempre bene!
RaggiodiSole7 agosto 2009
ahahhaahah! Stupenda, veramente ben descritta nei suoi particolari, ironica. Diretta... hihihihihihi!

