Astratto

Riesco a sentire il tuo dolore,
lo vedo nelle lacrime dolci.
E non alzarti da quella roccia,
dimmi solo dove ti fa male.
Vidi in lontananza
una barca di cristallo
stendersi lungo il tramonto,
tu che venivi incontro
sfuggendo alle onde.
E vedevo muoversi le sottili
labbra senza capire
cosa stavi dicendo.
Non c'è posto
dove poterti rifugiare.
E sento ancora quella sensazione,
le tue lentiggini
le trasparenti mani,
- nuvole, fili di fumo, embrioni -
nere ali di corvo nella testa.
Murata libertà dietro pesanti rocce,
incatenate parole che non capiresti.
Non capiresti che io non sono come vedi.
©
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