Al Tempo

Non capisco perché non si possa fermare il tempo,
lasciarlo immobile come un corpo anestetizzato
su un freddo letto d'ospedale,
una tomba, un letto spoglio.
Lasciarsi dolcemente cullare dalla voce
del mare mentre una moltitudine di pensieri
affligge i nostri cuori, dipingendo le stelle
proprio dove sono.
Capisco come si può morire nel respiro
della sua bocca, cedere la vita
e i pensieri sulla punta delle sue labbra,
sui denti, sulla curva della schiena
ben tracciata, dove i passi lenti
della mia mano appena la sfiorano
e stringono come fa il vino con l'ubriaco.
Perciò avrei preferito morire
lungo quella corrente,
il rumore delle nostre labbra
sostituirsi al silenzio delle acque,
e danzare come un brivido
nella notte pallida.
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Commenti (1)
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Silvia De Angelis8 luglio 2010
Originalità di pensiero e considerazioni in una lirica scorrevole e molto espressiva. Gradita alla lettura, molto apprezzata
