Il liquore degli occhi
Cosa potrò mai bere poggiando la testa confusa
sotto gli alti pini e tra le disperate ortiche,
se non un liquore verde come il mare increspato
dalla rabbia e dalla incomprensione.
E le rondini nere schizzano come proiettili
tra il cielo annuvolato a cercar riparo
dalla tempesta di questa smorta mattina,
quando il freddo lento come un pugnale
entra nelle carni e nelle ossa bagnate.
Tu, amico di grigie giornate, mi conforti
e sollevi da un sonno fatale.
Il liquore del poeta porta il colore della terra,
l'abisso delle pupille in cui morire per pochi istanti,
rinascere nella gola per poi vivere ancora
rinnovato nella bellezza di una carezza sussurrata.
E ogni secondo, eterno deja vue, diminuisce
la distanza dal precipizio, dove il poeta,
solo con la sua bottiglia, la sua pipa,
contempla l'odore acre di delicati fiori malati.
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