Di gravido dolore
Tra le paste di questi colori
navigo in lucida solitudine
e con l'aiuto di secche e bonacce
non precipito il senso del poi
E quando la fame ingoia le tinte
accuso e ritratto il divino
ed al terzo canto del cuore
Lo cancello e diniego col vento e col sale
Le voci consapevoli graffiano il mare
che in colmo di cresta
non bagna il mio viso
ma inonda i miei gesti e la voce
che soffocano ciechi di ciò che era e ciò che sarà
Le labbra di gesso
cercano il giusto ritmo
per servirti le migliori sfumature
e con le mani intrecciate
ti seguo e ti guido
in questo terribile destino
che come pioggia d'estate
c'inzuppa improvvisa
Ti scorgo mimetico
in questo solitario campo di trifoglio
e ti circondo dell'amore...
che forse ho mancato.
©
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L'autore
Zarathustra
vivo tra l' eccitato ed il depresso la mia sobria ed indelebile punta di masochismo congenito, nell inalterabile e consapevole disordine che segue precedendo il mio passaggio
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