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Riflessioni 18 agosto 2009 · lettura 2 min · 2794 letture

Ferragosto

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Ci siamo, ecco il ferragosto, il più stupido giorno stracolmo in ogni dove. Le camere d'albergo a cinque stelle, le povere scogliere mascherate, tante donne bellissime e annoiate su panfili splendenti appesi ai moli di sognanti, esclusive, amenità, nei paradisi nascosti, aperti a pochi e quasi sconosciuti alla totalità. Alberghi di paese, povere locande, B &B d'ultimo grido, povere stanze con semplici brande, domani c'è la corsa di asinelli che ricorda la festa al mio papà. Ricoveri campestri, pinnettos violentati, sacchi a pelo per pochi fortunati che giungono su in cima per raccontare ad altri la diversità. Tratturi trasformati in serpentoni con polveroni a iosa, inebetiti, asmatici, anziché dagli scarponi sono pestati da modernità. Zeppe le campagne e le colline le montagne dalla mezza costa, i centri di paese e le rovine che cantano più mondi di aldilà. Boschi di lecci e fonti sanguinanti acqua di cristallo in quantità, sotto gli sguardi increduli dei vecchi, consueti abitatori, impettiti e attoniti mufloni, cinghiali rifugiati e ghiandaie petulanti, non fanno un passo avanti, aspettando che questo giorno cambi, che cambi l'uomo con l'umanità.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (7)

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G
Gennaro18 agosto 2009

Condivido pienamente! Ma, chi l'ha inventata questa festa? Che significato ha? L'autore semplicemente ha descritto il 15 Agosto come un cozzare di gente alla ricerca di cosa?

L
Leoncinatesta18 agosto 2009

questa festa e bella... per chi se la gode. e nò per chi resta a casa... e desidera una vacanza

L
Lorenzo Crocetti18 agosto 2009

Senza dubbio questa è una diversa considerazione del giorno di ferragosto da quella che è la generale e presocché comune attesa del fatidico giorno, inteso come il non plus ultra dello svago e del riposo. Deriva dalle famose "feriae Augusti" di latina memoria, ed è anche la ricorrenza religiosa dell'Assunta. E assai bene il Curreli ha dipinto la scena di quel giorno nei suoi diversi e sfaccettti colori. E la natura, e chi vive nella quieta senza tanti fronzoli, desidera che quel giorno d'invasione di quieti luoghi passi al più presto. Le poesie di Curreli sono molto lunghe ed io mi permetterei indebitamente di consigliargli di provare a spezzarle nel punto più opportuno, saltando un rigo. Qui basterebbero due "salti". Mi sono permesso!

Kiaraluna18 agosto 2009

Già,chi l'ha invenato il ferragosto? Sinonimo di caos e confusione, che stravolge ogni paesaggio,è forse stato inventato da chi s'annoiava di fare festa solo alla Madonna assunta in cielo? Ci vuole fiato in effetti a leggerla tutta senza fare pause... ma è sempre una grande emozione. Davvero bella e condivisa.

O
Olgaporima18 agosto 2009

molto piccante e piena di satira. piaciutissima... mi permetto di usare una battuta"quando vai in ferie?"dice uno "ma non mi chiedi come sto?" risponde l'altro "non me ne frega niente, ti ho chiesto, quando vai in ferie".conclude il primo... in altre parole, ogni luglio l'unica domanda sulla bocca degli idioti è questa...

Carla M Casula18 agosto 2009

Un componimento poetico graffiante ed estremamente incisivo che riflette una sacrosanta verità. Gradevolissima lettura. Immensamente apprezzata.

AlexMen18 agosto 2009

Condivido penamente questi tuoi pensieri... il ferragosto... la gente isterica per cercare un brabdello di erba o di mare, fa a botte purché non restarsene magari in pace a casa. Bella riflessione!