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Impressioni 19 agosto 2009 · lettura 2 min · 1484 letture

Il Viale delle biciclette

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Andrea Iaia 71 poesie pubblicate
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Lunghe e indissolubili strade sul dolce pendio, mentre scendo con te al mio fianco e in alto il buon Dio, nell'ombra accartocciata di un aereo in volo, che copre gli occhi bagnati dal controvento. Solo bianche pietre sfumate al ciglio di strada, mentre inseguo un passato remoto nel tratto inconsueto, e fermo in albe di fuoco e nella parte nascosta di un viaggio veloce. Quì si fermò il tempo, dico d'un tratto, mentre rallento sotto l'ombra di un leccio dai rami innocenti. Il viale delle biciclette! E in fondo il fiume sopra la ghiaia dei baci nascosti, le canne nel vento per coprire gli amori delle notti d'agosto. E di colpo una strana visione, case isolate, e lenzuola distese, mi riportano ad una strana canzone di una donna al cortile, o a lavare i panni al lavatoio del fiume dove cenere e fuoco in acqua bollente per togliere odori di un lungo ristagno, di un padre e un bambino che inseguono un sogno. E quel passaggio segreto, dico a mio figlio, indicando le canne dentro i cespugli, era l'ingresso di un gioco, dove io e un amico avevamo la chiave. Un giorno però, quel gioco vestirono divise diverse, e nell'ingenua corrente di ideali opposti, aspettaron nascosti i soldati oltre il ponte, per un misero carro di olio e di pane. Per bene nascose la donna quel pacco nella sottana, e fischiava felice pedalando di fretta tra i profili di leccio e ombre di pioppo. E mentre le foglie s'alzaron al vento dalle ruote sottili della sua bicicletta, una canna brillò nella quiete, mentre correva a sfamare suo figlio. La ricordo così, mentre riprendo la corsa tra frammenti di lacrime ingenue e nascoste, e mio figlio vede ora i segreti con occhi diversi il passaggio di strada dentro quel bosco. Pedalava con la veste tirata quella giovane donna nel frammezzo di ombrosa strada, e distesa per terra da un giovane prete fu poi trovata.
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L'autore
Andrea Iaia

Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me

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Commenti (4)

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Kiaraluna19 agosto 2009

La vita raccontata attraverso immagini di tempi non abbastanza lontani da essere dimenticati, ricordi che svelano segreti ad un bambino che non ha conosciuto le meraviglie d'una vita pulita e decorosa né gli orrori della guerra. Stupenda composizione di alto spessore morale e poetica di gran pregio, scorrevole e suggestiva, apprezzatissima.

Cuccu Anna Maria19 agosto 2009

Vittima innocente delle atrocità della guerra. Intensi e emozionanti ricordi narrati al proprio figlio. Stupenda.

Carla M Casula19 agosto 2009

Un racconto in versi nitidissimo, intenso e commovente. Una poesia di pregiata fattura che arriva dritta al lettore. Molto sentita ed apprezzata.

AlexMen19 agosto 2009

Coltivo le tue riflessioni sul tempo che fu, sulla guerra, ripagando con la mia stima per le frasi emozionanti che hai redatto! Ben scritta!