E se ne va
E se ne va...
il tronco tagliato
nelle acque leggere del fiume,
nell'umido giorno
in cui il grigio cade dal cielo,
salutato dai rami introversi
dei suoi fratelli
che squarciano il velo dell'aria
come morbida piuma.
Se ne va,
come gli anni vissuti
davanti a rintocchi
di antica campana,
e nelle tinte più forti
di sponde fiorite,
e nella lussuria del verde
che ancora boccheggia
nei fianchi.
E un bambino chiede
perché le ferite
sanguinano ancora,
al mozzo incarnato
alla terra,
e molla la mano a suo padre
per fare un inchino alla sera
che appare sbiadita
davanti al suo pianto
ormai trattenuto
in tiepida carne.
L'incontro è soave,
tra l'abisso che inghiotte
le lacrime nel viaggio,
e il pizzicare dell'arpa
come pianto infantile
di arbusti,
per cullargli la morte
sino al sogno d'aurora
tra i venti del cielo.
©
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L'autore
Andrea Iaia
Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me
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