D'un figlio al padre
Mi scorgo allibito
ad ammirar le immagini
di questo tuo eroico dipinto
graffiato e seviziato
da tetre ed impietose intemperie
che tentano ostiche
di strappare i nostri lacci
annodati a doppia mandata
che d'acciaio si nutrono
e rinforzano ai colpi del macete
Ti raggiunsi la dove ti scorsi
nel triste mare di trifoglio
a contrastare il tuo declino
che m'abbaglia e percuote
e m'irrobustisce ad ogni colpo
E col cuore che sbuffa
e col sale che preme
pulsante m'approccio
con Icarica presunzione
alla divina sorgente
del male e dell'amore
che smorza le tinte e sfibra gl'odori
Prono mi pongo
che tu possa cheto
i tuoi dubbi e timori alleviare
Ti sostengo... non temere
©
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L'autore
Zarathustra
vivo tra l' eccitato ed il depresso la mia sobria ed indelebile punta di masochismo congenito, nell inalterabile e consapevole disordine che segue precedendo il mio passaggio
Commenti (1)
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AlexMen23 agosto 2009
Un canto davvero ammirevole, emozioni a valanga entrano nella parte interna di me... con i verbi che hai saputo scrivere. Piaciuta piaciuta!
