Canto a ritroso
Elena Poldan
512 poesie pubblicate
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Le carezzo il capino biondo,
la rassereno additandole il mondo variopinto e ingarbugliato.
Le mie braccia divengono per lei,
delicata, fragile fogliolina,
salvagente di vita.
Allontano, con fiabe nuove,
fantasmi e megere
dal suo lieve cuore inquieto.
E poi le annodo un aquilone ai polsi
affinché possa volare
ogni volta che lo vorrà,
così che potrà diventarle familiare
il sorriso del Sole.
Dipingo ogni suo giorno con fantastici colori
e le mostro le piccole ali nascoste
fra i suoi innocenti pensieri.
La lascio specchiare nel mare
per farle scoprire che i suoi occhi sono lì,
nelle onde incostanti
e che sfuggono alla logica del tempo.
E ogni suo sguardo implorante
lo trasformo in conquista.
Rendo gioiosa quell'Io bambina
che, ancora troppo spesso
odo piangere disperata
nelle notti senza luna,
oltre le soglie del tempo.
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (2)
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Danielinagranata29 agosto 2009
è di una bellezza che commuove una delle più belle poesie lette oggi la conservo tra i miei preziosi segnalibri a rileggerti
Azar Rudif21 dicembre 2013
Versi biografici, introspettivi dell'Io bambina dell'autrice. .Triste, però, per quel senso di nostalgia delle cose che l'Io bambina ha lasciato indietro o mancate nel suo percorso e che ora, l'autrice, ripropone come un dono.


