Ancora lei

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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Una selva oscura fuori dal guscio della semplice ragione. Forze che popolano l'aria, paure e forme interiori da cui difendersi. Ma la morte si allontana solo se la guardi negli occhi, se la chiami amica. Viviamo immersi nei nostri sogni e nei nostri incubi. Fuori dal guscio la luce che abbaglia, l'insicurezza dietro ogni maschera, ogni ruolo scelto per sopravvivere, per non impazzire. Mi suscita questi pensieri questa profonda lirica. Un posto comune ai tanti la notte, ma solo in pochi l'affrontano con la giusta lucida follia. Molto apprezzata.
E' sempre la notte, il buio, la mancanza di luce che amplifica la Paura fino a farla divenire un demone della nostra anima. E' una paura che nasce dal futuro, dall'ignoto e da tutte quelle domande che non trovano risposte o desideri non esauditi. La speranza è di vincere la paura una volta per tutte e ritrovare la propria essenza e tutto ciò che si vorrebbe essere. Vivere ciò che veramente si sente di essere dentro e che la Paura non fa emergere, la paura del giudizio esterno che non permette di manifestare il nostro vero essere. Trovo in questi versi una descrizione notevolmente espressiva di certi stati d'animo sulla paura di vivere e sulla forte volontà di emergere da questa paura

