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Impressioni 8 dicembre 2014 · lettura 2 min · 1880 letture

La resa

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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sola in questa stanza fra meditazione e dispersione -forse senza ragione- fisso ragnatele nei soffitti umidi gli intonaci staccano frammenti di memorie sogni ormai solo cenere -insidiosa polvere che penetra da fessure d'anima occlude orizzonti soffoca risvegli- con fatica in questo letto come immobile fantoccio fisso il vuoto freddo che fa eco ai sospiri senza ritorno deserta la strada in questo giorno che sale in cui vedo crollare il mondo e ogni senso che trattenga a questa vita malferma che illude e tradisce mentre il colpo fatale assesta fra vane blandizie ed una tunica senza stoffa come me che sto alla finestra ad osservare questa frotta di gente che avanza e che lotta e che alfine trionfa sulla mia disfatta scorro e mi perdo senza appligli alfine crollo senza gigli solo un foglio sopra poche lettere confuse scarabocchi boccacce d'anima insulsi riflessi d'un inquieto vivere che perde pezzi per strada che smorfia circostanze offusca il passato in smerlati affreschi illusori fantasmi di chi non esiste ma muore ogni giorno lasciando di sé solo avanzi mondate il mondo sopprimete gli inetti e di me disperdete ogni atomo affinché non rimanga che il Niente bianco nero afono Infinito
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (1)

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Azar Rudif20 dicembre 2014

Versi di resa verso un nemico che non si vuole vincere o che è una folla di anonimi corridori che vincono e basta! Verrebbe da dire: scendiamo in strada, ma è meglio non mischiarsi alla "frotta di gente", è meglio continuare sulla propria strada e senza curarsi delle altre strade. Chi vuol seguire, la strada è tracciata da noi e seguano. Mi piace molto il contrasto dell'ultima strofa con i 4 versi finali, versi che suonano come il proprio essere che così deve essere: Bianco e nero (senza sfumature, deciso), afono (silenzioso) ed Infinito (Infinito!).