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Sociale 8 settembre 2009 · lettura 3 min · 1404 letture

Giovanni il matto (Giuan)

A
Andrea Iaia 71 poesie pubblicate
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Un'ora insolita, e lo vedi in giro al mattino con un sacco alle spalle sotto i balconi a chiedere del pane avanzato. Due soldi per bere qualcosa o un caffè da un cestino appeso a una corda, è la misera paga di uno strano balordo che poi entra in Chiesa a chiedere scusa e confessare quel che ricorda. Giovanni il matto è per tutti il suo nome, e il suo odore frammisto al buon vino è una scusa per prenderlo in giro. E qualcuno gli taglia il suo sacco, un altro gli fa dei dispetti, un giorno, ho visto persino uno sputo dentro il suo latte, da un vigliacco vestito per bene. Ma Giovanni ha un solo difetto, ha la testa fuoriposto e sa che diverte, e quel pane dentro il suo sacco bagnato con l'acqua è solo il suo pasto. Due soldi e un bicchiere di vino, e se vuoi, dimentico persino il tuo nome è solito dire intonando canzoni e a ringraziarti facendo l'inchino. Io penso che tu sei prezioso, e quando ti ho chiesto se ti manca qualcosa, dolce è stato un sorriso frammisto alla frase... sto bene! E mi hai fatto capire che siamo noi gli anormali, quelli che hanno ragione, o vanno di corsa e sembriamo che debbiamo partire da chissà quale stazione. Avrai anche tu un treno per i tuoi viaggi, un attimo in cui sogni di avere coraggio e svegliarti diverso o da un'altra parte. Ma dentro i tuoi occhi c'è dentro qualcosa e leggo che stai per chiedere scusa. Scusa per essere nato? Per un posto occupato dentro il tuo mondo? Giovanni il matto è per tutti il suo nome, ma lui se ne frega e continua a cantare. Qualcuno ti ha fatto cadere, e quel giorno in cui sono stato picchiato per averti difeso, ho visto bene il colore del sangue colare dal naso. Se vuoi ti canto qualcosa, dicesti contento d'avermi incontrato, opure ti dico che nella vita, ho il cuore innamorato. Due soldi e un bicchiere di vino e dimentico persino il tuo nome, ma guardando per bene la luce, mi son chiesto se sei tu quel Cristo appeso alla croce.
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Ogni giorno c'è un Giovanni da qualche parte. Puoi incontrarlo in stazione, in giro o perduto per strada invisibile a tutto e a tutti. A lui è dedicato questo testo e specialmente al Giovanni che conosco io, il quale è esattamente questo personaggio.

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L'autore
Andrea Iaia

Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me

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Commenti (3)

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Cuccu Anna Maria8 settembre 2009

In ogni persona sofferente c' è un Cristo appeso alla Croce, per ogni uomo come il Giovanni della poesia ci sono dispreggiatori, indifferenza e cattiveria. Intensa e profonda. Tanto apprezzata.

Doraforino9 settembre 2009

Un testo dove si evince la cattiveria della gente nei confronti di una persona che viene definita matta... Ma i veri matti sono coloro che beffeggiano, che tiranneggiano il più debole... che lo umiliano... Poesia intensa.

Lina Sirianni20 settembre 2009

Leggo questi versi li ascolto come un canto, triste attento canto, si, Cristo possiamo incontrarlo in tanti "Giuan" che qualcuno fa cadere ogni giorno... Molto sentita e apprezzata