Papà era un pescatore
Non ero io, in verità, a guardare oltre
era la mia insicurezza sul futuro, l'amore, l'amicizia, il lavoro...
era quel non so di frustrante e nello stesso tempo tipico di un ragazzo della mia età.
Tu comprendevi il mio sconvolgimento e realista com'eri accompagnavi con la tua esperienza il mio cammino.
Eravamo simili nella nostra diversità!
Da una parte l'uomo maturo e arrivato dall'altra il giovane sognatore con la certezza di avere ancora molto da imparare.
Ricordo quel giorno che mi portasti a pescare, zaino in spalla, canne alla mano e il sacchetto dei vermi che sentivo muovere nella tasca dei jeans.
Seduto sulla banchina, pronto ad agganciare il verme all'esca, cominciasti a parlare della mamma del giorno che vi eravate conosciuti e del suo splendido sorriso.
Erano lacrime a bagnarti il viso anche se nascondevi il tuo dolore incolpando il vento e il fiume.
Troppo presto per dimenticare, troppo tardi per ricominciare, dicevi mentre ruotavi il molinello e trascinavi a riva una piccola trota.
Ti guardavo e vedevo nel tuo sguardo il mio.
"Quanto dolore per un unico cuore ... pensavo"!
Ricordo la tua mano nella mia di ritorno verso casa e una carezza al viso, con dolcezza, quasi a volermi proteggere dalle intemperie della vita.
Quel giorno come il più grande dei pescatori mi prendesti nella tua rete d'amore dandomi la sicurezza di non essere più solo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!