Siesta
Passeggiavo,
nel mio ego cerebrale,
quando vidi,
riflesso nello stagno dei pensieri,
un volto d’incomparabile bellezza
e con enfasi mi tuffai.
Pensai d’amar me stesso,
proprio come Narciso,
perché soltanto l’acqua
mi avvolse intorno a se.
Bagnato, o più sudato,
mi spinsi dentro al cuore,
e mi asciugai i capelli
ricordando il dolce amore.
Notai, tra cuore e mente,
conflittualità;
l’amore per se stessi,
non è quello che si dà.
Lo stomaco chiamò,
stringendosi un dolore,
l’amore non si compra,
ma cresce con passione.
Finii in un punto oscuro,
non voglio dirvi il c... o,
e poi fui rigettato
da dove ero partito.
Mia moglie mi chiamò:
-Smettila di sognare!
Ti amo, e tu mi ami,
non ti devi preoccupare.
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