L'attesa
Questo mondo è un luogo spettrale
è l'antro d'ingresso alla morte,
l'oblio che ci chiude le porte
quando nati iniziamo a aspettare.
Non c'è dato sapere il motivo
e neppure il dì del trapasso,
solo l'ansia che è come un masso
che fa ombra fin quando sei vivo.
Vorrei urlare fin a sanguinare,
far sì che la terra fosse di carta
per poi bruciarla prima che parta
e nessun altro rimanga a penare.
Ho visto albe che sembravano magiche
ma sono invece degli incubi tetri
le schegge acute di piccoli vetri
che conficcandosi diventano tragiche:
Un nuovo giorno sta nascendo
e un altro fiore va' morendo.
L'attesa è l'humus dei più feroci,
che rubano e uccidono indisturbati,
nessun fratello, siamo condannati
a frasi stupide e ai gesti più atroci.
Ed ora che si prosciughino gli abissi
e che le larve divorino le pelli,
e poi che il magma arda e si ribelli.
Eternamente il sole poi la eclissi.
...e quando tutto sarà finito
mi spiegherai perché sono esistito.
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Commenti (1)
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Gabriella Caruso15 settembre 2009
Una visione decisamente nera della vita. Tutto sembra essere finalizzato alla sofferenza in una vita che non ha alcun senso. Io credo che le sofferenze innalzino, ci elevino fino in cielo. Nulla è inutile nella nostra vita. Metrica e rime donano alla poesia grande musicalità
