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Impressioni 20 settembre 2009 · lettura 2 min · 2428 letture

Ricordo... ergo sum!

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Affondi lo sguardo dentro l'orizzonte e rinunci a riflettere i raggi dell'ultimo sole, quando si scioglie la penombra e il giorno accetta in grembo infine anche la sera. Rimane sulla spiaggia e in mezzo all'aria una voglia di ricordo e la speranza che domani possa ancora ricordare. I progetti sono fermi e non conta arrivare. Lievito, in dolcissima narcosi, dentro un perenne stato di drogato, attutita la ragione, acuita la sensibilità alle note di un dolcissimo canto che si leva da ogni dove a dirmi dell'impareggiabile fortuna: cogito no, dunque non sono. Udire l'altrui voce: questo basta, e goderla ogni notte fino in fondo quando lascio il presente e mi circondo di spire che mi innalzano alla vivida emozione del ricordo. Sarà sera domani prima ancora che si svegli l'alba se non sentirai gli uccelli a porti il benvenuto nel giardino. E sarà sera ancora per ogni giorno al battito dell'ora che spegnerà la voglia di bel canto, la nota che sa entrare nelle vene e non avrai bisogno di abbandono a musiche che portano lontano. Fortunato chi può sentire il battito di ogni cosa minuscola che muove vibrazioni dell'anima e commuove fino al pianto le ciglia. Fortunato sono io quando il delirio instabile mi piglia e mi accompagna all'esclusivo ascolto degli archi già disposti a semicerchio sotto la guida eterea di un grande maestro senza volto.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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Kiaraluna20 settembre 2009

Fortunato è chi può sentire il battito in ogni piccola cosa... Questo è il puro senso della vita, riuscire a percepire e godere la vita in ogni suo attimo. Un vero capolavoro questo poema... un'esplosione di immagini e emozioni... veramente mirabile... chapeau caro Gesuino, di cuore.

O
Orma Detruria21 settembre 2009

è un sentire la vita unico e meraviglioso, poter percepire microcosmi alla lente dell'intelletto e del cuore, questo rende poeta l'uomo, forse per nascita e non per divenire.