Il volto delle donne
Corre malinconica sulla via dell'Asturo
l'estate
tra felci e more che maturano correndo.
Castagni
vecchi come il mondo eppure freschi
di ricci
verdi, pungenti e indifferenti alle nenie
di cicale
pazze, che bevono tutto il vino d'agosto
per nulla
s'azzittiscono e tornano punto e a capo.
Gira tra le eliche dei nuovi mulini a vento
l'estate
nel rosso, il giallo e le spine dei fichi d'india.
Nelle radici
scoperte mentre si toccano e poi si baciano
s'abbracciano
fanno l'amore e attendono sotto le lenzuola
la pioggia
gelose, diffidenti dei sassi dolci di terra natia
delle gocce
che si perderanno nel riflesso della pozzanghera.
Correndo e girando a settembre si frantuma
l'estate
tra le giovani zolle, avide del gelo delle stelle,
del grano
da sparpagliare tra le rughe e riconoscere
lo strazio
degli anni, nell'antico incanto della bellezza
sul volto
di una donna, che fa male e non passa mai
tra le dita
si appiccica, come fosse zucchero filato.
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Commenti (1)
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Nadia Mazzocco1 ottobre 2009
Bella la tua poesia, densa di immagini emozionali, ne sono rimasta molto colpita... sia con la testa, sia col cuore.
