Presto
Salvatore Curatolo
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Presto, mia delizia, spicca il tuo volo,
prima che la notte gelida ci nasconda il nido.
Giunto è il tempo ormai di gettar reti,
prima che la bonaccia d'agosto impoverisca il mare.
Presto, amore mio, tessi un mantello,
prima che un velo bianco di neve ci raggeli.
Maturo è il tempo ormai di mieter messi,
prima che la calura estiva le dissecchi.
Presto, tesoro mio, bagna le labbra,
prima che la fresca antica fonte inaridisca.
Giunto è il tempo ormai di coglier rose,
prima che l'ansia tua le muti in pietra.
Non darti pena, però, per il mio cuore:
non si confonde, o raggela o impoverisce,
ché il crogiuolo d'amore lo riscalda
e lo tempra il maglio ritmico del tempo.
Presto, cara, io ti riscalderò le mani,
e parlerò e ti ascolterò parlare
e camminerò con te senz'altra meta
che i tuoi passi, il tuo volto e il tuo respiro.
Presto, amore mio, ti sarò amico
e compagno e complice ed amante.
Addolcirò il tuo cuore e l'anima di risa
e sarò la tua pelle, il tuo profumo e la tua voce.
Presto, mia delizia, spicca il tuo volo.
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Salvatore Curatolo
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