Amapola
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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Amapola, vaghissima Amapola..." Mi risuonano negli orecchi le note di una romantica canzone datata da molto tempo. Me l'ha ricordata Gesuino con questa sua struggente poesia, e non ho scritto a caso "struggente" in quanto in questa il poeta ha voluto ricordare con note di alta malinconia e nostalgia il sentimento di un'età passata, un amore che è nato nei caldi meriggi di un'estate passata, e che torna al ricordo ora che l'autunno avanza. Non si schernisca Gesuino, ma egli appare, qui come in altre sue composizioni, come un autentico poeta. Un vero poeta.
Tra le note romantiche e struggenti che par udire leggendo questi bellissimi versi, ci si lascia trasportare nel sogno... nel sogno della vita ...nel sogno dell'amore!
Non faccio mistero della profonda e sincera ammirazione che nutro per il verseggiare fluido ed armonioso dell'autore e non faccio ugualmente mistero dell'imbarazzo che provo mentre mi accingo a commentare i suoi componimenti. Nell'osservare un incantevole sole occiduo che dolcemente scema e s'immerge in uno spicchio di mare calmo d'agosto, come potremmo commentare? E se ammiriamo una rosa dai colori sgargianti e dalla delicata fragranza che inebria l'olfatto e la mente, quali parole potremmo mai trovare per descriverne l'incanto e le sensazioni suggestive che suscita? Qualsiasi aggettivo elogiativo sembrerebbe inadatto, come se potesse sminuire la meraviglia e l'emozione che provoca. Questo è il mio atteggiamento dinnanzi alla meravigliosa "Amapola"


