La notte che sparì una sposa
Sono così sola,
strascico bianco
sporco di fango;
la pioggia deforma
il trucco sul viso,
il velo volato
a cercare il mio sposo.
Stanotte doveva
esser notte di festa,
ma il locale è vuoto
la luna mesta.
Vestito di nero,
mi avresti aspettato, la chiesa, i sorrisi,
amore eterno giurato;
ma il niente,
un istante
l'allegra serata,
l'addio al celibato,
la birra, la strada.
Di nero vestito,
ma non per gioire,
la gente che piange
l'enorme dolore.
Ed io ora sposo
le onde del mare,
se il nulla è nulla
mi vedrai arrivare;
bianco il mio abito
carezza la notte,
ed il freddo dell'acqua
che il mio corpo inghiotte.
©
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L'autore
Giovannip
Commenti (3)
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Nutellina Cinzia Pallucchini19 ottobre 2009
mi sono venuti i brividi nel leggere questa poesia, un giorno di festa trasformato in un giorno di dolore... e lei che cerca il suo sposo tra le onde del mare... bellissima anche se piena di dolore... se il nulla è nulla, mi vedrai arrivare... parole di grande effetto nel cuore...
Giorgia Spurio19 ottobre 2009
stupenda! anche a me son venuti i brividi! un amore finito nel dolore. poesia da brividi, si. bellissima però
F
Franca Canfora20 ottobre 2009
E' un dolore improvviso, crudele, cocente quello che permea questa poesia, dal forte impatto emotivo, che non può lasciare indifferente il lettore. Apprezzata pur nella sua drammaticità.


