Inutili bocche da sfamare
Sono handicappato,
menomato,
subnormale,
la mia figura dà fastidio
all'ortodossia sociale.
Da Democrito a Platone
il mio essere è immorale,
mentre l'Esodo afferma
che è Dio a farmi male.
Disprezzato e sfruttato
cavia,
mostro,
indemoniato,
incarnazione penitente,
per Dio, Allah ed ogni gente.
Oggi vivo da integrato,
non si dice handicappato,
è socialmente più apprezzabile,
la dicitura di disabile;
cosa importa se i diritti,
il senso civico
e i profitti,
non mi possono aiutare,
hanno altro a cui pensare;
non vi critico, lo dico,
io non sono un buon affare,
rendon più
puttane e guerre,
che uno stolto
da sfamare.
©
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L'autore
Giovannip
Commenti (1)
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C
Cosimo De Luca24 ottobre 2009
una poesia contro il sistema, ce ne vorrebbero molti di più poeti che condividono la mia voglia di gridare alla società le verità nascoste per cambiare il domani per non commettere i vecchi ed attuali errori dell'uomo...
