Uccidimi
Uccidimi vile,
ora che il mio corpo hai umiliato,
mentre fredda asciugo
lacrime di sangue
e frammenti di pudore.
Prenditi l'anima,
dopo aver posseduto
con violenza
e ignava indifferenza
il gelido disprezzo
del mio sesso,
e tuo ne hai fatto
il piacere,
i gemiti rubati
e il pianto della notte.
Ora qui giaccio
mentre pallida la luna,
piange la mia rabbia,
e aspetto immobile per terra
l'arrivo di una mano
o della morte.
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L'autore
Giovannip
Commenti (1)
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Anna Maria Scamarda21 ottobre 2009
Versi artisticamente belli. Difficile interpretarne nel contenuto, un atto subìto contro la propria volontà o, una violenza che ci si vuol fare da soli, riuscendo a provare nonostante tutto, sentimenti d'amore verso chi può umiliare tanto la dignità di una donna, fino a farle desiderare la morte. In quest'ultimo caso, le mani in aiuto, potrebbero essere tante ... se solo si vogliono davvero trovare ... I mass media, tempestano ogni giorno le donne e tutti gli indifesi, davanti a ogni forma di violenza, di indirizzi e numeri telefonici adeguati.

